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Salvini punge Giorgetti: “I salotti di Calenda non servono”

Matteo Salvini si sente accerchiato. Forse è per questo motivo che, negli ultimi giorni, il leader della Lega ha deciso di aumentare ancora di più il numero delle interviste e delle dichiarazioni pubbliche. Le elezioni Amministrative di domenica 3 ottobre sono ormai alle porte e, a preoccupare Salvini, c’è il caso Morisi. Ma soprattutto lo scontro interno nel Carroccio, con il presunto partito dei moderati draghiani, guidato da Giancarlo Giorgetti, pronto a fargli le scarpe alla prima occasione.

Salvini e Giorgetti

La prima mossa di Salvini è quella di annunciare che la chiusura della campagna elettorale verrà fatta da tutto il centrodestra unito. Lui, Antonio Tajani di Forza Italia e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia parteciperanno alle due manifestazioni in programma a Milano e a Roma, rispettivamente giovedì e venerdì. Un modo per replicare indirettamente a Giorgetti che, in una recente intervista a La Stampa, ha bocciato il candidato di centrodestra Michetti, dicendo di preferirgli Carlo Calenda.

Una tornata elettorale che sembra dunque decisiva per il segretario leghista. Soprattutto dopo le batoste subite sul green pass, approvato dal governo Draghi con il placet dei colonnelli leghisti. Ma anche a causa della vicenda che ha per protagonista Luca Morisi. Il suo ormai ex spin doctor è finito nei guai per una storia di droga. Salvini decide di replicare alle accuse attaccando. Difende Morisi e non si pente della violenta campagna anti droga giocata sui social in questi anni.

Ma la vera resa dei conti per il Capitano è rappresentata dallo scontro con il ministro dello Sviluppo economico. Salvini viene descritto molto irritato per l’endorsement di Giorgetti a Calenda. Un attacco paragonato addirittura da qualcuno allo strappo compiuto da Gianfranco Fini nei confronti di Berlusconi nell’allora Pdl. La paura dei salviniani è che Giorgetti aspiri a mettersi alla guida di una sorta di partito di Draghi. Per puntare poi forse anche a Palazzo Chigi. “Penso che a Roma Michetti abbia la competenza giusta per ripartire dalle periferie, non dai salotti di Calenda”.

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