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Monoclonali, scontro tv tra Galli e la leghista Ceccardi

Massimo Galli ancora al centro delle polemiche. L’ex infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, da pochi mesi in pensione, ha annunciato di essere stato contagiato dalla variante Omicron subito dopo Natale. Galli riferisce di essere stato molto male e di essere stato sottoposto ad una terapia con gli anticorpi monoclonali su consiglio dei suoi colleghi medici. Ma la notizia dell’uso dei monoclonali lo ha fatto finire al centro di aspre critiche, visto che non tutti i cittadini possono ricorrere a quel tipo di cura contro il Covid. La polemica prosegue anche nello studio di Agorà, su Rai 3, dove Galli si scontra duramente con l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi.

Massimo Galli e Susanna Ceccardi

“Il concetto è che quelli che hanno determinati fattori di rischio, se presi nella prima settimana dall’esordio dei sintomi, dalla diagnosi dell’infezione, possono avere beneficio da un trattamento non definitivo come l’utilizzo degli anticorpi monoclonali”, spiega Galli durante Agorà. Ma la sua interlocutrice lo interrompe. “Chiedo a Galli come mai che dopo cinque giorni dalla febbre del 3 gennaio è qui a parlare in televisione e si è fatto pure i monoclonali se non servivano a niente?”, domanda polemica la Ceccardi.

“Perché cara mia ho fatto tre vaccinazioni, sennò sarei crepato. Alla faccia di quelli come lei e di certi giornalisti che devono per forza dire il contrario, Mi perdoni, forse qualche esperienza di malattie ce l’ho, persino di me stesso”, replica stizzito Galli. “Mi fa piacere che lei sia qui”, lo interrompe nuovamente la Ceccardi ricominciando a parlargli sopra. Atteggiamento che fa perdere definitivamente la pazienza al medico che, con un ampio gesto del braccio, la manda direttamente a quel Paese.

“Ci sono per tutti i malati gravi i monoclonali in Italia? Mi dica questo”, insiste però la leghista. “Per i malati gravi, dopo la prima settimana di infezione, i monoclonali non servono”, la stoppa Galli. Ma la sua spiegazione fa infuriare ancor di più la leghista che si lamenta del fatto che i monoclonali non siano affatto disponibili per tutti. E non dopo una settimana, ma durante i primi giorni della malattia. “Voi state qui in televisione a parlare invece di spingere sulle cure”, lo bacchetta. Ma Galli non molla e chiude così la discussione: “Lei non lo sa questo? Se non lo sa si informi”.

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