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Scuola, orientamento sulle facoltà di medicina: l’intuizione del liceo Vinci di Reggio Calabria

Centocinquanta ore di lezioni frontali e sul campo per capire, sin dalla terza Liceo scientifico, se si sia o meno tagliati per affrontare la Facoltà di Medicina e la Professione del Medico. Non solo un idea ma un vero e proprio progetto, firmato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Grazie all’intuizione di alcuni genitori e alla capacità di ascolto di una preside illuminata nel Sud Italia,il progetto che è già stato realizzato in fase sperimentale per l’anno scolastico 2011-2012 in un liceo di Reggio Calabria, è oggi una realtà per circa venti scuole distribuite in tutto il territorio italiano. L’anno scorso, ventisei licei scientifici l’hanno portata in classe coinvolgendo tremila studenti. E altre 54 scuole, dopo l’intervento del ministero dell’istruzione che ha aperto anche ai classici, sono partite in questa stagione.

La novità ha prodotto questi risultati: dopo 6 anni (due cicli scolastici) il 98% degli studenti calabresi che nel triennio finale è andato a lezione di Biomedicina ha poi superato il test di Medicina all’università, e senza aver partecipato a corsi privati. Dall’altra parte, un terzo di coloro che, volontariamente, hanno abbracciato la nuova sezione a carattere medico, l’hanno poi abbandonata comprendendo di non essere adatti. Lo scopo dell’iniziativa non è soltanto formare nel tempo piccoli medici prima di affrontare un test, ma anche far scoprire da soli a questi ragazzi, di non essere fatti per una facoltà rispetto ad un altra: il miglior orientamento pre-universitario possibile.

Tutto nasce al Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria, grazie alla preside Giuseppina Princi, che ha ascoltato le richieste di alcuni genitori di attivare percorsi di preparazione ai test di Medicina. La Preside, dopo aver incontrato il preside dell’Ordine dei medici provinciale e, riesce a introdurre nei piani di studio una materia aggiuntiva: “Biologia con curvatura biomedica”. Sono bastati due mesi per avviarla, senza obbligo di frequenza. La richiesta, al Da Vinci di Reggio, è alta: 200 iscritti, presto divisi in otto gruppi. Dovranno restare a scuola un ora in più a settimana. La preside Princi vuole dare un opportunità pubblica in un territorio povero: “Bisognava fronteggiare il mercato delle scuole di preparazione al test delle facoltà mediche”. Costi elevati, accessibili a pochi.

Oggi il Miur, che ha abbracciato il progetto, ha indetto un bando che coinvolgerà venti licei scientifici distribuiti su tutto il territorio nazionale e individuati tramite un bando, oltre agli Ordini provinciali delle relative aree geografiche, e con il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, che sarà la scuola capofila. Un prossimo provvedimento potrebbe consentire ai migliori del Liceo biomedico di entrare all’università senza passare dal test.

Le cinquanta ore l’anno sono dinamiche e varie: venti sono tenute dai docenti di scienza, venti dai medici incaricati dagli Ordini e dieci ore sono spese direttamente sul campo, presso strutture sanitarie, ospedali, laboratori analisi. Alla conclusione di ogni nucleo tematico di apprendimento (quattro in un anno), si prevede un test con 45 quesiti a risposta multipla sul modello dei futuri esami di accesso alla professione medica. Un pre-test in vista della prova universitaria. Biomedicina,che in pagella ha un giudizio a sé, contribuirà alla media dei voti e all’acquisizione dei crediti formativi.

 

 

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