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Sea Watch, Fusaro attacca Carola: “Una figlia di papà coi rasta”

Diego Fusaro alla riscossa. Stavolta, nel mirino del filosofo è finita la capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete, al centro di un lunghissimo braccio di ferro con il governo italiano e finita nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: Salvini ne ha da tempo auspicato l’arresto, mentre il web si è diviso sulla sua figura. 

Su Twitter il filosofo, a più riprese, si rivolge alla 31 enne tedesca che guida la Sea Watch, per 14 giorni ferma in mezzo al Mediterraneo. Fusaro, se la prende con il ceto sociale della ragazza e scrive: “La faccia di chi vive in ZTL, con servitù a casa. Di chi dice di amare l’Altro, per giustificare lo schifo che prova per il prossimo. I rasta in testa della figlia di papà che si finge ribelle, per giustificare la propria esistenza annoiata. Ama il lontano, odia il vicino”.
E ancora: “Cara Carola, se sei ricca e tedesca, e ami gli africani, vai a investire in strutture per gli africani: ospedali, scuole, biblioteche. Non li deporti via mare in Italia, per farli finire nel girone dello sfruttamento e del caporalato”. In un articolo su Affari Italiani, Fusaro ha allargato il discorso a tutte le persone favorevoli ai porti aperti: “Aprire i porti per favorire la circolazione, lo sfruttamento e i profitti”.“Fateci caso. Gli amabili soloni fucsia che vanno sulla Sea Watch a fare la loro miserabile passerella elettorale hanno ignorato le sofferenze degli operai della Whirpool di Napoli. I lavoratori nazionali non contano. Sono soggettività non conformi con il globalismo”.

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