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Sempre più grillini dicono no: nel Movimento prende quota la “linea Paragone”

C’è un Movimento Cinque Stelle che non si riconosce nella linea ufficiale, quella che spinge per l’accordo, ormai prossimo, con il Partito Democratico. Che chiede di riavvicinarsi alla Lega o, piuttosto, di affrontare il voto. E che si riconosce nelle posizioni di Gianluigi Paragone, senatore che ha ribadito più volte il suo no alla trattativa coi dem. La sua pagina Facebook è diventata il punto di riferimento per quella frangia pentastellata ostile a Zingaretti & co. Che, numeri alla mano, non sembra nemmeno così piccola.

Like e interazioni sono piovuti abbondanti sui post del senatore. Qualche esempio? Un video in cui Paragone, citando il brano In Fila per Tre di Bennato, ironizza sulle imposizioni che i grillini rischiano di subire dal Pd, ha ricevuto oltre 12 mila “mi piace”, 6500 commenti e più di 10 mila condivisioni. Per non parlare del clamoroso successo del sondaggio in cui si chiedeva agli utenti: “Se potessi votare sulla piattaforma Rousseau, diresti sì o no all’accordo col Pd?”.
Una domanda che ha scatenato gli internauti: nel giro di pochissime ore, oltre 50 mila persone si sono affrettate sulla pagina per esprimere la propria preferenza. Con risultati, tra l’altro, che hanno allarmato i vertici del Movimento: circa il 63% dei votanti (i dati non sono ancora definitivi) si è infatti espresso contro un’ipotetica alleanza giallorossa alla guida del Paese, sposando di fatto la “linea Paragone”.Nelle scorse ore, il senatore aveva ribadito più volte la sua posizione: “Non saprei come spiegare agli elettori un accordo con quel Pd nato per rappresentare la sinistra italiana e diventato negli anni espressioni dell’establishment”. Se proprio si volesse escludere un ritorno al voto, aggiungeva Paragone, “meglio un ritorno con Salvini, chiaramente tenendo conto di quanto fatto dal leader della Lega in queste settimane”.

Parole che non sono cadute nel vuoto, a quanto pare. L’ex conduttore de La Gabbia è infatti ormai il leader di una parte del Movimento che continua a dire no. E che sui social esprime il proprio dissenso in maniera sempre più rumorosa. La paura dei vertici Cinque Stelle è che la protesta possa presto lasciare la piazza virtuale per farsi carne e ossa.

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