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“Sepolta per nove anni”. Garlasco, clamoroso colpo di scena: è Sempio che parla

Il delitto di Garlasco, a molti anni dalla morte di Chiara Poggi, continua a essere al centro di riletture investigative e televisive. Nella puntata di Quarto Grado trasmessa venerdì 2 ottobre, l’attenzione si è concentrata su intercettazioni risalenti al 2017 che allora non erano state considerate decisive. Oggi, nel quadro della nuova inchiesta, quelle parole vengono esaminate con un significato potenzialmente diverso.

Durante la precedente indagine, poi archiviata, Andrea Sempio era stato sottoposto a intercettazione. Alcuni audio registrati in quel periodo sono stati riascoltati e sottoposti a interventi tecnici dalla difesa di Alberto Stasi. Il programma di Rete 4 ha dedicato un servizio alle conversazioni del 2017, sollevando un interrogativo: Sempio avrebbe fatto riferimento ai video privati di Chiara Poggi e Alberto Stasi?

La conversazione risale al 9 febbraio 2017, quando Sempio era intercettato nell’ambito del primo fascicolo che lo riguardava. In uno dei passaggi attribuiti all’indagato si sente la frase: «Si sono filmati perché hanno visto dei filmati porno». Un’espressione che, isolata dal contesto, potrebbe apparire generica, ma che viene ora valutata alla luce degli sviluppi più recenti dell’indagine.

Il punto non riguarda soltanto l’eventuale conoscenza dell’esistenza di materiale intimo della coppia. Secondo quanto discusso negli approfondimenti televisivi, occorrerebbe verificare se le parole intercettate possano coincidere con dettagli effettivamente presenti nei filmati. L’esperto informatico Daniele Occhetti, che aveva visionato il materiale, aveva segnalato la presenza di elementi ritenuti compatibili con un momento privato e con un dialogo tra Chiara e Alberto. Uno dei possibili richiami sarebbe al filmato denominato “Parte terza”, archiviato e protetto da password sul computer di Chiara Poggi.

Intercettazione ripulita dalla difesa Stasi di Sempio sui video intimi. #Garlasco pic.twitter.com/6rWXw0YZXb

— Xian (@DG_Xian) October 2, 2026

In questa prospettiva, l’audio riproposto da Quarto Grado assume un rilievo che dovrà comunque essere verificato. Qualora l’analisi tecnica consentisse di individuare riferimenti puntuali a immagini o conversazioni contenute nei video, gli investigatori dovrebbero stabilire come Sempio potesse esserne venuto a conoscenza. Una somiglianza tra frasi, da sola, non costituirebbe una prova: servirebbero riferimenti specifici e la dimostrazione che quelle informazioni non fossero reperibili da altre fonti.

La data del 9 febbraio 2017 è ritenuta particolarmente delicata proprio per la collocazione temporale della registrazione. Carmelo Abbate, intervenendo in precedenza sul tema nel corso della trasmissione, aveva evidenziato che una corrispondenza precisa tra le parole intercettate e i contenuti dei filmati avrebbe un peso maggiore rispetto a un riferimento indistinto. Nel 2017, infatti, il tema dei video non aveva raggiunto l’attuale esposizione mediatica.

Il materiale del 2017 viene ora accostato alle intercettazioni ambientali del 2025. In un soliloquio registrato nella sua auto, Sempio viene sentito parlare di un video e di una «penna», espressione interpretata dagli investigatori come un possibile riferimento a una chiavetta Usb. Negli atti è riportato il passaggio: «Lei dice “non l’ho più trovato” il video (…) io ho portato il video (…) anche lui lo sa… Perché ho visto… dal suo cellulare… Perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho dentro la penna».

La difesa di Sempio ha sostenuto che quelle frasi debbano essere inserite nel loro contesto e possano riferirsi a contenuti audio, podcast o ricostruzioni ascoltate dall’indagato. L’eventuale presenza di riferimenti analoghi già nell’audio del 2017 renderebbe tuttavia necessario distinguere i due piani temporali. Ciò non dimostrerebbe automaticamente né la visione dei video né responsabilità per l’omicidio, ma potrebbe indirizzare ulteriori verifiche sulle modalità con cui quelle informazioni sarebbero state acquisite.

Nella nuova indagine, la Procura ha attribuito rilievo alla possibile conoscenza dei filmati privati nel quadro dell’ipotesi relativa a un possibile movente sessuale, circostanza che Sempio contesta. Durante la puntata del 2 ottobre di Quarto Grado, l’indagato ha ribadito la propria posizione: «Il movente sessuale non ha nessun fondamento». Resta fermo il principio della presunzione di innocenza, mentre gli accertamenti sono ancora in corso.

Il valore dell’intercettazione del 2017 dipenderà quindi dalla sua effettiva intelligibilità e dalla possibilità di confrontarla con il materiale disponibile. Se dovessero emergere descrizioni puntuali e tecnicamente verificabili, il tema della conoscenza dei video intimi di Chiara Poggi potrebbe acquisire nuovo rilievo. Se i riferimenti risultassero invece generici o spiegabili attraverso fonti diverse, il loro peso investigativo sarebbe ridimensionato. Su questa distinzione si annuncia uno dei prossimi confronti nel nuovo capitolo del caso Garlasco.

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