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Ancora guai per papà Di Maio: aree sequestrate nel terreno di famiglia, momenti di tensione e polemiche

Continuano i guai e le polemiche intorno alla figura del padre di Luigi Di Maio, vicepremier e leader del Movimento Cinque Stelle che si è trovato all’improvviso a fare i conti con una vera e propria bufera mediatica piombata sul genitore, accusato di aver fatto lavorare in nero degli operai nell’azienda di famiglia. Non bastasse, nelle ultime ore, la polizia municipale di Mariglianella ha sequestrato alcune aree del terreno di proprietà dell’uomo per la presenza di rifiuti inerti.

Come scrive La Repubblica, la conferma dell’attività svolta dalle forze dell’ordine è arrivata dal comandante dei vigili Andrea Manganici. Per quanto riguarda i fabbricati, ha aggiunto, “sono state prese le misure per le verifiche dell’ufficio tecnico”. Si tratta di un primo esito del sopralluogo effettuato insieme ad alcuni tecnici del Comune. Entro 48 ore gli atti potrebbero essere inviati in procura a Nola.
I vigili hanno verificato le costruzioni insieme ad alcuni tecnici, operazioni durante le quali non sono mancati dei momenti di tensione tra alcuni residenti della zona e dei cronisti accorsi per documentare quanto stava accadendo. “Fino a ieri nessuno conosceva Mariglianella, adesso siete tutti qua”, ha gridato un uomo all’ingresso della stradina che conduce al terreno, il cui accesso è stato poi presidiato da una vettura della polizia municipale.A lanciare il caso era stato Il Giornale, scrivendo di un terreno, acquistato 18 anni fa dal padre di Di Maio, sul quale atti alla mano non dovrebbero esserci manufatti o immobili. Dalle mappe satellitari apparirebbe invece una struttura in muratura di cui lo stesso Antonio Di Maio non risulterebbe in possesso.

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