Economia

Settore tessile-moda, partenza negativa 2019: un’azienda italiana su tre pronta a chiedere la cassa integrazione

Dopo gli ultimi tre anni di mercato in ripresa con una crescita nel solo anno 2018 del 2,1%, l’industria italiana della moda si ferma di nuovo. La cassa integrazione torna con prepotenza a spaventare aziende e lavoratori, in cui un’impresa su tre è pronta a richiederla: dall’intervista effettuata da Confindustria Moda ad un’ottantina di imprese-campione operanti in tutta la filiera tessile-moda per la periodica indagine sulla congiuntura, ben il 29% di queste ha dichiarato che nel breve-medio periodo ricorrerà alla cassa integrazione. Parlando in termini numerici, più di 13mila aziende in un universo di 45.800, con il risultato di quasi un azienda su tre nel territorio italiano.

Eppure si tratta di un dato diametralmente opposto a quello che certifica la richiesta costante e sempre in crescita di personale specializzato da parte del settore, come conferma anche la società specializzata in ricerca del personale Articolo1: c’è grande necessità di tecnici, di specialisti, ma non di manodopera generica. Dunque c’è bisogno di cultura, di una educazione alla bellezza dei lavori tecnici e specialistici, e di una presa di posizione, oltre che di fondi, anche da parte delle istituzioni. Addentrandoci nello specifico dell’indagine, il comparto della moda è calato del 4%, con il mercato interno in flessione addirittura del 6,6% e un export in aumento dello 0,6%.
Solo le aziende tessili sono cresciute (qualcuno vuole ancora i nostri tessuti d’eccellenza, di solito Usa, Germania e Francia) ma nell’ordine, non proprio esaltante, dell’1,6%. Tutti i dati vanno in sintonia con i risultati sull’occupazione: nel primo trimestre dell’anno il segno è rimasto negativo (-0,4%), dopo la lieve contrazione registrata nel 2018 (che fa scendere gli occupati nel tessile-abbigliamento sotto quota 400mila). L’unico che al momento resiste è il fatturato dell’export, dove l’estero segna un +0,9%, anche se anch’esso si prepara a cambiare rotta: infatti la raccolta ordini del primo trimestre dell’anno è in flessione del 3,9%, penalizzata anche dagli ordini esteri -3,1%.
In definitiva possiamo dire che il cambio di scenario nel settore tessile-moda risulta netto. Gran parte delle aziende (il 61% del campione Confindustria Moda) prevede nei prossimi mesi un proseguimento delle condizioni di mercato poco favorevoli, mentre il 26% teme un ulteriore peggioramento. A confidare in un miglioramento delle condizioni economiche è solo il 12% di queste,anche se Confindustria Moda sottolinea la schizofrenia che caratterizza sempre più la domanda e le dinamiche estremamente diversificate delle singole aziende, pure all’interno degli stessi segmenti (e sottolinea anche che il campione analizzato non comprende alcune significative griffe del lusso).

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