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Sgarbi e Salvini con i negazionisti al Senato per un convegno sul Covid: “Virus non c’è più”

Ha suscitato più di una polemica il convengo che si è tenuto in Senato dal titolo “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritto”, organizzato da Vittorio Sgarbi e dal leghista Armando Siri a cui hanno partecipato scienziati, medici ed esperti per tentare di testimoniare e convincere cittadini e governo che in Italia il coronavirus non esiste più e, quindi, invitare Conte e i ministri a non prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre. “Quello che serve – ha detto Sgarbi – è un manifesto della verità. Le istituzioni devono ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più”.

Aggiunge Sgarbi: “Esiste un rapporto ufficiale del governo tedesco che definisce il Covid 19 come falso allarme globale. Da due mesi non c’è un solo morto di coronavirus. È necessario creare un comitato scientifico alternativo, ma altrettanto valido per competenze ed esperienze, a quello istituzionale del governo”. Un nucleo di medici, biologici, giuristi, scienziati, ricercatori e intellettuali che, in pratica, traccino una strada verso il “liberi tutti”, un ritorno alla normalità senza mascherine, chiusure, lockdown e regole. A fare il coro anche Matteo Salvini: “C’è la sensazione di essere in un ritrovo di carbonari, di negazionisti. Se c’è gente strana, io qui mi trovo benissimo”.

E ha aggiunto: “La libertà di pensiero è il primo bene a rischio: c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream. Io mi sono rifiutato di salutare di gomito. Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli do la mano. Tanto un processo più, un processo meno… “. Quindi la polemica: “I bollettini di contagio sono terrorismo mediatico”. A supportare le teorie di Sgarbi e Salvini, anche Alberto Zangrillo, direttore dell’unità di terapia intensiva del San Raffaele di Milano. “Ho detto tempo fa, e lo ribadisco, che dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente. È necessario procedere con ottimismo e buonsenso, evitando gli eccessi”.

Ma tra i presenti c’è anche il costituzionalista Sabino Cassese: “Se non sussiste situazione di emergenza, come sostiene Zangrillo, non si può prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre”, come vorrebbero il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il premier Giuseppe Conte. Affermazione colta con entusiasmo da Sgarbi, che ha lodato Cassese “per il coraggio e per la scelta di intervenire ad un convegno che molti esponenti della comunità scientifica hanno definito come un incontro di ‘gente pericolosa’”. Tutti insieme, appassionatamente.

 

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