Europa

Ucraina chiede ingresso nell’Ue: “Il dibattito ci sarà molto presto”

La richiesta del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, è giunta soltanto due giorni fa. Ma le massime autorità dell’Unione europea hanno già risposto alla sua domanda di far entrare anche il suo Paese nell’Ue. La prima è stata la presidente della Commissione, Urusla von der Leyen, secondo la quale “l’Ucraina è una di noi”. Giunge a stretto giro di posta anche il commento del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che promette una rapida risposta delle autorità europee alla richiesta di Zelensky.

L’Ucraina chiede di entrare nell’Ue

“Il governo ucraino sta preparando la richiesta ufficiale per aderire all’Ue. Ciò vuol dire che la Commissione dovrà prendere una posizione ufficiale. E significa che anche il Consiglio Ue dovrà prendere posizione. Io penso che il dibattito ci sarà molto presto”, dichiara Charles Michel intervistato da alcuni mass media europei, tra cui l’agenzia italiana Ansa.

“È un momento cruciale per chiudere una volta per tutte la lunga discussione e decidere sull’adesione dell’Ucraina alla Ue. Ho discusso con Michel l’ulteriore assistenza efficace e l’eroica lotta degli ucraini per il loro futuro libero”, così aveva scritto poche ore prima su Twitter il presidente Zelensky. “L’Ucraina sta combattendo contro l’invasore armi in pugno, difendendo la sua libertà e il futuro europeo. – proseguiva – Ho discusso con von der Leyen di una efficace assistenza al nostro Paese in questa lotta eroica. Credo che anche l’Ue scelga l’Ucraina”.

“L’Ucraina è una di noi e la vogliamo nell’Unione. – replica senza mezzi termini Ursula von der Leyen in conferenza stampa – Continuiamo a coordinarci in maniera stretta con i nostri partner nel mondo. E restiamo in stretti contatti con i nostri amici ucraini. La leadership del presidente Zelensky, il suo coraggio e la resilienza del popolo ucraino sono impressionanti e eccezionali. Sono una inspirazione. Per la prima volta in assoluto l’Unione europea finanzierà l’acquisto e la consegna di armi ed equipaggi per un Paese sotto attacco”.

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