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Movimento sotto assedio: imprenditori e cittadini contro i Cinque Stelle, il caso Tav sempre più esplosivo

La Torino degli imprenditori si ribella ai Cinque Stelle dopo il no alla Tav, in un crescendo di tensioni che pare destinato a proseguire ancora a lungo. Una rivolta che mira, nelle intenzioni di chi la anima, a saldarsi con la società civile che, spiega La Stampa, si articolerà in tre passaggi. Innanzitutto un allargamento dei confini, con un’alleanza tra l’Unione industriale di Torino, Assolombarda e la Confindustria di Genova, che assieme rappresentano oltre mezzo milione di aziende, per rafforzare l’asse settentrionale e lanciare un avvertimento anche alla Lega.

Da qui la nota congiunta di Dario Gallina, il presidente degli industriali torinesi, Carlo Bonomi, presidente
di quelli milanesi e il numero uno dell’associazione ligure Giovanni Mondini, che hanno scritto: “Rimettere in discussione Tav e Terzo Valico è un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Nordovest”. Il secondo passaggio prevederà di portare alle Ogr di Torino i consigli generali delle sigle di imprese, commercianti e artigiani, dalla Cna a Confcommercio. La città, nelle intenzioni, dovrebbe trasformarsi in un laboratorio da cui lanciare la sfida alla decrescita, a chi blocca il Paese a suon di “no”.
Terzo passaggio, ancora da valutare, è la marcia, spinta dalla petizione dell’ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino e che, sulla piattaforma Change.org, ha già raccolto 30 mila adesioni. Partita non semplicissima, visto che il mondo imprenditoriale non è solitamente troppo a suo agio in piazza e potrebbe quindi trovarsi a coinvolgere i sindacati e/o le forze politiche vicine alle loro posizioni sul fronte Tav.

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