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Centrodestra in crisi, Fontana apre il processo

All’indomani della sonora sconfitta nei ballottaggi delle elezioni Comunali, si apre il processo politico nel centrodestra. Nessuno per il momento, almeno tra i big, punta direttamente il dito contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni. I due leader, rispettivamente di Lega e Fratelli d’Italia, hanno certamente le loro responsabilità. Soprattutto nella scelta dei candidati. Enrico Michetti a Roma, ad esempio, non ha convinto nessuno. Ci pensa il governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana, a scagliare il sasso nello stagno.

Processo al centrodestra

Intervistato dalla trasmissione Mediaset Mattino Cinque, Attilio Fontana ci tiene a mettere subito le cose in chiaro. Nel suo partito la figura di Matteo Salvini nel ruolo di segretario “è ritenuta assolutamente prioritaria”. Nessun attacco diretto dunque, come appena accennato, al suo leader. Nella Lega, prosegue il suo ragionamento, “non mi sembra ci siano problemi di conflittualità, c’è una condivisione di messaggio”.

E poi, tralasciando per il momento il centrodestra nel suo complesso, Fontana insiste sul fatto di credere che “all’interno della Lega ci sia una sintesi e ci sia la volontà di ritenere assolutamente prioritaria la figura di Salvini. Non c’è mai stata una voce che ha contestato la linea di Salvini. Ma non una, non lo dico metaforicamente”. Il governatore lombardo assolve per il momento il suo capo con formula piena , ma non fa altrettanto con il resto della coalizione.

Secondo Fontana, infatti, “si deve andare avanti sulla nostra strada, è nel centrodestra che serve un chiarimento”. Inoltre, precisa il governatore del Carroccio, “penso che all’interno del centrodestra si debba fare qualche riflessione. Ci sono sicuramente delle proposte non comuni. Bisogna cercare di mettersi d’accordo e trovare una sintesi. È assurdo che in un Paese di centrodestra vinca il centrosinistra”, conclude. Insomma, secondo Fontana il segretario leghista non avrebbe alcuna colpa nella debacle elettorale. Meglio rivolgere lo sguardo verso Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

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