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“Si è dimesso anche lui”. Caso Epstein, governo nel caos: lo scandalo sconvolge il paese

Keir Starmer e Tim Allan a Downing Street

Il governo guidato da Keir Starmer affronta una nuova crisi interna con le dimissioni di Tim Allan, direttore delle comunicazioni di Downing Street. L’addio di Allan si inserisce in un clima di crescente tensione e instabilità, segnando un ulteriore colpo per l’esecutivo britannico in un momento delicato per la sua leadership.

Le origini della crisi: il caso Mandelson

Il fulcro delle difficoltà risiede nella controversa nomina di Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Mandelson, figura di spicco del Labour, è stato travolto da accuse legate ai suoi presunti collegamenti con Jeffrey Epstein, noto finanziere coinvolto in uno scandalo di traffico sessuale e deceduto in carcere. Nonostante le critiche iniziali, il governo Starmer aveva deciso di confermare la sua candidatura, ma la diffusione di documenti inediti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense ha reso la posizione di Mandelson politicamente insostenibile.

In seguito a questa emergenza, anche Morgan McSweeney, capo di gabinetto di Starmer, ha rassegnato le dimissioni assumendosi la piena responsabilità per aver promosso la nomina di Mandelson, considerata un errore strategico che ha compromesso la credibilità del governo.

Instabilità nel team comunicativo di Downing Street

L’uscita di scena di Tim Allan si aggiunge a una serie di defezioni nel ruolo di direttore delle comunicazioni durante la premiership di Starmer. In pochi mesi, ben quattro professionisti – tra cui Matthew Doyle, James Lyons e Steph Driver – hanno lasciato l’incarico, evidenziando una fragilità organizzativa importante. Allan, arrivato a settembre con l’obiettivo di stabilizzare il messaggio governativo grazie alla sua esperienza al fianco di Tony Blair, si è trovato impossibilitato a proseguire a causa delle pressioni collegate al caso Epstein e alle tensioni interne.

Prospettive per il governo Starmer

Questa nuova ondata di dimissioni solleva interrogativi sulla capacità di Keir Starmer di mantenere coesione e controllo all’interno del proprio esecutivo. Il caso Mandelson ha messo in luce una valutazione politica carente riguardo ai legami con figure controverse, un aspetto particolarmente delicato in un contesto pubblico che richiede trasparenza e integrità morale. Il primo ministro dovrà ora procedere con nuove nomine di alto livello, cercando di evitare ulteriori scandali che potrebbero compromettere la fiducia nel suo governo sia a livello nazionale che internazionale.

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