
Un colpo di scena scuote la politica italiana, con un esponente chiave del Partito Democratico che ha deciso di lasciare la carica di consigliere comunale in un territorio segnato da gravi difficoltà amministrative e infiltrazioni criminali. La decisione arriva dopo un periodo di crescenti tensioni e mette in evidenza le fragilità di un sistema che sembra non riuscire a spezzare i legami con un passato travagliato da scioglimenti per mafia.
Sandro Ruotolo ha spiegato la sua decisione con una nota dettagliata, sottolineando di aver atteso il via libera al bilancio per assicurare la continuità dei servizi essenziali nella città di Castellammare di Stabia. Tuttavia, l’europarlamentare ha criticato duramente l’operato della giunta guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, giudicandola incapace di opporsi efficacemente all’influenza dei clan. Ruotolo ha puntato il dito contro una gestione politica debole, che preferisce affidarsi a liste civiche prive di una solida visione etica, lasciando così spazio ai gruppi criminali.
Durante il suo mandato, Sandro Ruotolo ha promosso un osservatorio in collaborazione con l’università Federico II per monitorare la criminalità locale. Questo studio ha evidenziato aspetti preoccupanti, soprattutto nei quartieri periferici più esposti alla pressione della malavita. Sono stati segnalati legami inquietanti tra alcuni membri della maggioranza consiliare e figure della criminalità organizzata, basati su intercettazioni e rapporti di parentela che gettano un’ombra sulla trasparenza amministrativa. Ruotolo ha ribadito che una democrazia sana non può tollerare ambiguità, evidenziando che l’attenzione della magistratura e della Prefettura sul Comune conferma la gravità della situazione.
Il primo cittadino Luigi Vicinanza ha replicato con fermezza, definendo le dimissioni di Sandro Ruotolo un errore che rischia di avvantaggiare proprio chi si oppone alla legalità. Vicinanza ha sostenuto che lasciare la carica non risolve i problemi della città, ma rappresenta un abbandono delle responsabilità istituzionali in un momento delicato. Ha inoltre ricordato che Ruotolo ha rifiutato la proposta di diventare assessore alla legalità, preferendo mantenere un ruolo di critica esterna. Il sindaco ha inoltre accusato l’europarlamentare di desiderare un commissariamento del Comune, ipotesi che, secondo la giunta, potrebbe danneggiare ulteriormente lo sviluppo e la stabilità locale.
La decisione di Sandro Ruotolo ha scatenato un acceso dibattito anche nella segreteria nazionale del Pd. Marco Sarracino, responsabile per il Sud, ha definito la scelta una ferita profonda per tutto il partito, sottolineando l’importanza di mettere al centro dell’agenda politica temi come sicurezza e trasparenza. La difesa dell’ex consigliere è stata netta, con il partito che ha evidenziato come le critiche di Ruotolo rappresentino una battaglia contro le mafie. La tensione resta alta, con il rischio concreto di nuove ispezioni prefettizie che potrebbero paralizzare ulteriormente l’attività amministrativa ordinaria della città.