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Andrea Scanzi su Orsini in politica: “M5S potrebbe candidarlo ma non è pazzo”

Alessandro Orsini si candiderà o no con qualche partito politico? La domanda sul futuro del professore della Luiss è sulla bocca di molti addetti ai lavori da qualche settimana. Da quando cioè Orsini è diventato protagonista del dibattito mediatico sulla guerra in Ucraina. Ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira, il giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi prova a delineare il futuro del professore.

Andrea Scanzi

“C’è un personaggio molto noto che adesso ha trovato anche asilo al Fatto Quotidiano che è il professor Orsini. Ha fatto uno spettacolo a teatro l’altra sera dove ho visto facce che mi hanno colpito, come quelle di Gianni Alemanno e Alessandro Di Battista”, così Myrta Merlino si rivolge al suo ospite per avere un giudizio sul professore finito al centro di mille polemiche negli ultimi mesi. Poi manda in onda una breve dichiarazione di Orsini che definisce “una profonda afflizione” il suo eventuale ingresso in Parlamento, “perché io sono uno studioso e ho il senso profondo della mia vita e dello studio. E quindi l’ingresso in Parlamento sarebbe incompatibile con ciò che mi rende felice che è studiare. Magari tra dieci anni”.

“Orsini l’ho conosciuto perché adesso scrive per il Fatto Quotidiano. E ne sono molto contento. – prende la parola Scanzi una volta tornati in studio – Qualche volta ce l’ho in televisione nello stesso contesto (Cartabianca ndr). Posso dire a chi non lo conosce che in privato è molto meno divisivo e più tranquillo. Dopodiché, se la domanda è se lo vedremo in politica, non lo posso sapere. Ma al momento lo escluderei totalmente”.

“Mi risulta che nessuno neanche glielo abbia chiesto. – prosegue Andrea Scanzi – Poi, per carità, magari i 5 Stelle potrebbero candidarlo tra 7-8 mesi. Però secondo me non lo vedremo perché non è pazzo. Sono molto incuriosito dal fenomeno Orsini perché secondo me lo stanno un po’ sopravvalutando. Non nell’intelligenza che è innegabile, ma nell’importanza. È uno studioso che a volte condivido e a volte no. Che ci siano delle interrogazioni parlamentari e dei partiti interi che non lo vogliono in televisione lo trovo curioso. Anche perché ci sono due cose di lui che sono inattaccabili: conosce l’argomento a differenza di molti altri e le sue sono posizioni che nel Paese ci sono”, conclude il giornalista.

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