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Salvini annuncia la visita in Sicilia, Palermo si riempie di striscioni di protesta

Dopo la batosta in Emilia, per Salvini le cose si stanno complicando. Soprattutto in vista della campagna elettorale per le Regionali di Campania e Puglia. Ma non è che in Sicilia le cose vadano meglio. “La Sicilia non si Lega”: è questo lo slogan che ricorre su moltissimi striscioni comparsi in giro per Palermo alla vigilia della visita di Matteo Salvini, in programma domani pomeriggio (3 febbraio) in città. “Matteo Salvini qui non è il benvenuto”. Mentre la città inizia a riempirsi dei lenzuoli voluti dalle sardine per contestare il leader della Lega, a Ballarò – nel quartiere simbolo dell’accoglienza che l’ex ministro degli Interni visiterà – il mondo delle associazioni si organizza per l’appuntamento.

E intanto la città si riempie di striscioni contro l’ex vicepresidente del Consiglio: dalla zona Malaspina-Palagonia, alla stazione centrale, passando per corso Tukory e arrivando fino a Portella di Mare, a Misilmeri (in provincia), sono comparsi lenzuoli ai balconi per protestare contro l’arrivo del leader della Lega, che alle 18.30 terrà un evento pubblico al Teatro Al Massimo. Ma pare sia prevista prima una passeggiata dell’ex ministro a Ballarò.

La protesta è stata lanciata dalle Sardine di Palermo. “Apprendiamo dalla stampa che il segretario della Lega Nord prima dell’incontro al teatro Al Massimo compirà una passeggiata a Ballarò – scrivono sulla loro pagina Facebook -. Ci domandiamo se abbia reale contezza della realtà nella quale andrà a svolgere la consueta campagna elettorale permanente”.

E continuano: “Al netto dei diversi problemi che l’affliggono, Ballarò è un quartiere dove operano diverse realtà sociali che hanno fatto dell’integrazione un valore imprescindibile, un quartiere figlio della tradizione sicula e ricco di culture diverse che la animano e la caratterizzano”. Organizzato anche un “silent” flash mob in piazza Verdi, più o meno alla stessa ora dell’evento di Salvini al teatro Al Massimo, dal titolo: “Citofona a Salvini per regalargli una copia della Costituzione”.

 

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