Lavoro

L’assurdo: Siri, indagato per corruzione, presenta la Flat Tax al Viminale

L’Italia gialloverde è quel posto fantastico in cui un indagato per corruzione, Siri, presenta la Flat Tax a sindacati e parti sociali al Viminale, da Salvini, sede del ministro dell’Interno. E Palazzo Chigi? E il presidente del Consiglio? E il ministro dell’Economia? Un cortocircuito che ha del preoccupante. La Lega alza il velo sulla Flat tax: la proposta è stata illustrata dall’ex sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri, fedelissimo di Salvini in materia di Fisco. “Il nostro obiettivo è la Flat tax con un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni”.

“Vogliamo portare al 15% l’aliquota fino a 55.000 euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12-13 miliardi di euro”, ha detto.

Nella stessa occasione, Salvini ha spiegato invece che il governo intende predisporre i punti principali della prossima Legge di Bilancio già in estate, quindi in largo anticipo sulla scadenza tradizionale di metà ottobre. “Vogliamo che la manovra economica sia molto anticipata, vogliamo definirne i punti tra luglio e agosto e vogliamo raccogliere i vostri suggerimenti”, avrebbe detto, secondo quanto riportano fonti sindacali e datoriali che presenti all’incontro, a cui hanno partecipato 43 sigle tra sindacati e associazioni datoriali.

Il vice premier ha anche assicurato che con la sua iniziativa non intende scavalcare il capo del governo: “È l’inizio di un percorso, non vogliamo sostituirci al presidente del Consiglio”, ha detto spiegando che un nuovo incontro potrebbe essere fissato nei prossimi quindici giorni e comunque nell’arco dell’estate.

Di fisco ha parlato anche il sotosegretario all’Economia Massimo Bitonci: “Ci sono 150 miliardi nelle cassette mdi sicurezza. L’emersione di questo contante è prioritaria”, ha detto spiegando che l’obiettivo del governo è iniziare una “seconda fase della pace fiscale” dando la “possibilità di chiudere con le imprese altri contenziosi”.

Secondo Bitonci “non bisogna far pagare il pos agli esercizi e tutte quelle operazione sotto il 25 euro quelle con il contactless”.

 

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