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“Smascherata”. Morte per ricina, svolta sconvolgente sul caso

Proseguono le indagini relative alla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, decedute nel dicembre scorso a Pietracatella, in provincia di Campobasso, in un caso attualmente trattato come sospetto avvelenamento da ricina. Nel corso delle attività investigative, una donna, amica della famiglia, è stata denunciata per favoreggiamento.

La persona coinvolta, ascoltata più volte come persona informata sui fatti, avrebbe negato l’esistenza di tensioni o problemi all’interno del nucleo familiare, circostanze però smentite dalle verifiche della Questura. Gli accertamenti avrebbero evidenziato che la donna era a conoscenza di elementi ritenuti rilevanti per l’inchiesta e che non li avrebbe comunicati durante gli interrogatori, motivo per cui è stata denunciata per aver ostacolato le indagini.

L’inchiesta ha coinvolto numerosi conoscenti della famiglia Di Vita, convocati per fornire testimonianze agli inquirenti. Alcuni di questi avrebbero mostrato reticenze nel riferire fatti e circostanze considerate importanti per ricostruire con precisione il contesto in cui si è verificata la tragedia. Le audizioni proseguono negli uffici della Questura, con l’obiettivo di acquisire elementi utili a chiarire le dinamiche interne al nucleo familiare e le cause che hanno condotto alla morte di madre e figlia.

Tra le piste maggiormente approfondite vi è quella relativa a presunte tensioni interne alla famiglia. Alcuni amici di Sara e Antonella Di Ielsi avrebbero riferito episodi di discussioni e contrasti che gli investigatori stanno verificando per valutarne la rilevanza ai fini dell’inchiesta.

Questa ricostruzione contrasta con le dichiarazioni pubbliche rese dal padre di Antonella Di Ielsi, il quale ha escluso qualsiasi tipo di coinvolgimento o responsabilità da parte dei familiari nelle vicende oggetto di indagine. Secondo fonti investigative, l’attenzione degli inquirenti rimane concentrata su quattro persone, anche se il numero dei soggetti sotto osservazione potrebbe essere ridotto in seguito all’evoluzione delle verifiche.

Determinante sarà l’esito degli esami autoptici sulle salme di Sara e Antonella Di Ielsi, risultati attesi entro circa venti giorni. Queste analisi potrebbero fornire elementi decisivi per accertare le cause del decesso e indirizzare con maggiore precisione l’inchiesta. Al momento non sono stati adottati provvedimenti cautelari o contestazioni definitive nei confronti delle persone coinvolte, mentre le indagini proseguono con l’obiettivo di ricostruire ogni dettaglio utile a chiarire i fatti.

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