Il quadro politico italiano mostra una fase di trasformazione significativa, con le forze della maggioranza che vedono mutare i loro equilibri interni. Secondo l’ultimo sondaggio di Swg, emerge un dato rilevante: a più di un mese dalla separazione con l’ex generale, la Lega continua a perdere consensi, attestandosi al 6,6% e venendo superata da Alleanza Verdi-Sinistra. Il Carroccio raggiunge così il minimo storico dal suo ritorno in governo nel 2022, pagando il conto del consolidamento di Futuro Nazionale, la formazione politica guidata da Vannacci, che avanza fino al 3,5%, posizionandosi alla pari con Azione. Questo spostamento di voti favorisce indirettamente Forza Italia, che, nonostante una lieve flessione, rimane stabile all’8,0%, confermandosi seconda forza della coalizione.
Referendum e stabilità: la sfida per Giorgia Meloni
Nel contesto di questi cambiamenti, Fratelli d’Italia si conferma il punto di riferimento con un solido 29,4%. La presidente del Consiglio si prepara ora all’appuntamento cruciale del 22 e 23 marzo, quando il referendum sulla riforma Nordio testerà la tenuta dell’esecutivo. Meloni ha sottolineato con fermezza che «il referendum non sarà un voto su di lei», cercando di dissociare la propria leadership dall’esito della consultazione. Tuttavia, una sconfitta rappresenterebbe la prima significativa frattura all’interno della maggioranza. Lo scontro politico-giudiziario, che ha radicalizzato le posizioni, porterà a un testa a testa serrato, mentre l’opposizione sembra mostrare segnali di ripresa.
Nel fronte progressista, il Movimento 5 Stelle registra una crescita, salendo al 12,3%, mentre il Partito Democratico mantiene una posizione stabile al 21,7%. I partiti minori restano in difficoltà: Azione mantiene il passo di Futuro Nazionale, Italia Viva scende al 2,3% e +Europa non supera l’1,5%. In tale scenario, la Lega di Matteo Salvini appare come l’anello debole della coalizione, con la competizione interna con Vannacci che potrebbe indebolirla ulteriormente, alla vigilia di un appuntamento elettorale che potrebbe riorganizzare gli equilibri a Palazzo Chigi.