
Il caso Garlasco torna al centro del confronto televisivo e giudiziario, mentre le verifiche della Procura di Pavia sulle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi riportano l’attenzione su atti, comunicazioni e accertamenti scientifici del passato. A quasi vent’anni dal delitto del 13 agosto 2007, le posizioni di Alberto Stasi, condannato in via definitiva, e di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta, restano legate a sviluppi che continuano a suscitare interrogativi.
Anche la puntata di “Ore 14 Sera”, andata in onda giovedì 22 ottobre su Rai 2, ha dedicato spazio alla vicenda. Il conduttore Salvo Sottile ha affrontato il tema delle presunte omissioni e delle criticità emerse nell’attività investigativa iniziale, richiamando le carte dei Ris e i possibili effetti delle nuove verifiche. Tra gli ospiti figuravano Antonio De Rensis, difensore di Stasi, Angela Taccia, avvocata di Sempio, e il consulente Armando Palmegiani.

Nel dibattito è riemersa la posizione di Luciano Garofano, già comandante dei Ris e protagonista degli accertamenti scientifici svolti nella fase originaria dell’inchiesta. Il suo nome è stato associato alle recenti polemiche sugli esami effettuati sui pedali della bicicletta di Stasi e sulla mancata trasmissione di alcuni esiti negativi. Sono state inoltre richiamate comunicazioni interne del 2008 dal tono particolarmente critico verso le valutazioni dei consulenti della difesa dell’allora indagato.

Questi elementi hanno rilanciato il confronto sull’imparzialità delle verifiche tecniche, senza costituire di per sé una prova di alterazioni degli accertamenti. Al centro della trasmissione è finito anche il rapporto professionale tra Garofano e la difesa di Sempio. Sottile ha richiamato l’esigenza di una comunicazione rigorosa in una fase delicata dell’inchiesta, per evitare che dichiarazioni pubbliche e contrapposizioni personali spostino l’attenzione dalle questioni tecniche.
Taccia ha quindi confermato di avere sollecitato l’allontanamento di Garofano, spiegando: «Sì, sono stata io. Avevamo vedute diverse, ma non creiamo un caso su questo».

😵💫😂😂 Sottile:”Ẽ stata lei avv.Taccia a spingere perché il Generalissimo uscisse dalla difesa Sempio…😁😁” #Garlasco https://t.co/3PzUOGy8pt
— lilly36 (@lilly3612) October 22, 2026
Per la difesa di Andrea Sempio, l’affidabilità degli accertamenti scientifici rappresenta un nodo centrale, poiché il procedimento riguarda anche la lettura di tracce e reperti. Non è stato tuttavia possibile verificare le espressioni esatte attribuite a Sottile sulla richiesta avanzata da Taccia, né indicare con certezza ulteriori motivazioni dell’avvocata rispetto a quanto dichiarato in trasmissione.
La questione assume rilievo anche per il ruolo ricoperto da Garofano nelle prime indagini sul delitto di Garlasco e per le contestazioni emerse sul lavoro svolto dai Ris. Il dibattito, infatti, non riguarda soltanto le conclusioni raggiunte all’epoca, ma anche le modalità con cui alcuni risultati sarebbero stati riferiti agli inquirenti. In particolare, i test con esito negativo sui pedali della bicicletta di Stasi sono stati indicati dalla sua difesa tra gli aspetti da chiarire.
Luciano Garofano ha respinto le contestazioni relative al proprio operato, affermando di non avere nulla da rimproverarsi. Resta necessario distinguere eventuali responsabilità individuali dalla valutazione complessiva dell’attività investigativa, attendendo gli esiti degli accertamenti giudiziari prima di formulare conclusioni definitive.
Intanto, il delitto di Garlasco continua ad alimentare reazioni opposte anche sui social. Da un lato c’è chi chiede il riesame di ogni documento e il chiarimento di tutte le possibili omissioni; dall’altro, chi invita a non trasformare il confronto televisivo in un processo parallelo.
Non mancano le critiche alla costante esposizione mediatica dei protagonisti, insieme agli appelli a mantenere la discussione sul terreno delle analisi scientifiche e degli atti disponibili. Sullo sfondo resta l’interrogativo principale: quali conseguenze potranno avere le nuove acquisizioni della Procura di Pavia sulla ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi?