Esteri

Soros scrive a Draghi: “Europa più forte della Russia sul gas”

George Soros scrive una lettera a Mario Draghi. È lo stesso finanziere e filantropo americano, di origine ungherese, a spiegare che “gli ho scritto ieri una lettera in cui dico che l’Europa, che detiene i gasdotti, ha in realtà una posizione di forza maggiore rispetto alla Russia”. Secondo Soros, il presidente del Consiglio italiano è uno dei più validi e capaci leader europei. Uno dei pochi capace probabilmente di sostenere il progetto di un’Europa federale.

Mario Draghi e George Soros. ANSA

Soros decide di scrivere proprio a Draghi perché lo ritiene uno dei pochi leader politici del Vecchio continente che possiede “l’iniziativa, l’immaginazione, l’alta reputazione” necessarie per lo scontro con la Russia e per far avanzare un progetto federalista europeo. Secondo il fondatore della Open Society, ciò che serve “è un passo avanti verso un’Europa parzialmente federata, sarebbe un vantaggio enorme”.

George Soros, Chairman of Soros Fund Management speaks before a panel session at the 41st Annual Meeting of the World Economic Forum, WEF, in Davos, Switzerland, 27 January 2011. ANSA/LAURENT GILLIERON

“Putin sta chiaramente ricattando l’Europa minacciando di trattenere il gas, che ha messo a riserva piuttosto che alimentare le forniture all’Europa. – scrive ancora Soros –  Ma la posizione negoziale di Putin non è forte come sembra e come Putin finge che sia: si stima che per luglio i depositi russi saranno al massimo. E l’Europa è il solo mercato di sbocco russo, con rischio che la Russia debba chiudere in Siberia circa 12.000 punti d’estrazione difficili da riaprire perché vetusti”.

Secondo George Soros “è urgente che l’Europa si prepari a usare il suo potere negoziale”, anticipando anche al massimo l’addio alla dipendenza energetica da Mosca. Poi bisognerà “imporre una pesante tassa sulle importazioni di gas, in modo che il prezzo al consumo non scenda, ma la Ue guadagni un gettito da usare per sostenere i poveri e investire in energia verde. Così “la Russia non recupererà mai le vendite che ha perso”, conclude il finanziere americano.

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