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Sorpresa: Salvini ora mette fretta sull’approvazione del Ddl Zan (alle sue condizioni)

Altro colpo di scena, l’ennesimo in una linea politica sempre più caotica, quella di Matteo Salvini. Il leader della Lega, infatti, ora ha messo all’improvviso l’approvazione del Ddl Zan tra le priorità della squadra di governo. Ovviamente, però, alle condizioni. Alla base della svolta del segretario del CArroccio, gli emendamenti proposti da Italia Viva su tre articoli al testo del decreto legge già approvato, nell’autunno scorso, alla Camera dei deputati. Che hanno creato un’inedita convergenza tra Renzi e lo stesso Salvini.

Colpo di scena: Salvini ora mette fretta sull'approvazione del Ddl Zan (alle sue condizioni)

Mentre il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle continuano a insistere sul testo originale, infatti, Lega e Italia Viva si sono trovate di colpo dalla stessa parte della barricata. Con tanto di nota firmata da Salvini e inviata agli altri partiti che compongono la maggioranza del governo Draghi: “Accogliamo l’invito della Santa Sede, troviamoci entro domani e condividiamo insieme un testo che aumenti le pene per chi discrimina o aggredisce due ragazzi o due ragazze che si amano, la libertà di amare è sacra”.

“Se da ddl Zan togliamo l’ideologia – si legge ancora nel testo scritto dal segretario della Lega – il coinvolgimento dei bambini e l’attacco alla libertà di pensiero, intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7, finalmente si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà”. Salvini, quindi, ora mette sorprendentemente fretta agli altri partiti affinché vengano approvati il prima possibile gli emendamenti ai tre articoli.

Addirittura, nel mirino della Lega è finito ora il Partito Democratico: “Se il Pd invece rifiuterà ascolto e dialogo, invocati anche da tante associazioni e movimenti di gay, lesbiche e femministe, si assumerà la responsabilità di affossare questa legge. A me non interessa litigare, io lavoro per risolvere i problemi e proteggere gli italiani”. Il tutto mentre Renzi, che aveva esultato per la prima approvazione alla Camera, ora si schiera con Salvini.

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