Europa

Sovranisti di tutta Europa, unitevi! Anzi, no

Il sogno di Steve Bannon di vedere i sovranisti di tutta Europa uniti sotto l’egida di The Movement è già andato in fumo. O meglio, l’incantesimo dei sovranisti davvero uniti al punto da diventare una vera forza politica si è spezzato per colpa di un Def, quello di Salvimaio. In fondo quello di voler riunire le forze neo-nazionaliste e populiste per uno scopo diverso che non sia la distruzione dell’Unione Europea come l’abbiamo conosciuta finora è semplicemente un nonsense. Non esiste solidarietà tra gli egoisti. Salvini l’ha ben capito fin dalle prime avvisaglie di bocciatura della manovra italiana. Quei messaggi da Vienna, già tutt’altro che morbida su molte altre questioni, erano inequivocabili. Certo, il leader della Lega non si aspettava un tradimento così rapido anche da parte di Viktor Orban, lo stesso Orban che nemmeno tre mesi fa lo definiva “il mio eroe”. E’ andata così e ora le prospettive di un’alleanza paneuropea delle forze sovraniste e populiste sono più quelle di un cartello elettorale pro-tempore, utile solo per l’obiettivo minimo: la distruzione degli equilibri esistenti.

Del resto, le posizioni dei presunti alleati europei di Salvini sono chiare da tempo. L’esecutivo austriaco, frutto di una coalizione tra popolari e destra, è stato considerato per diverso tempo interlocutore naturale della Lega di Matteo Salvini. E invece non perde occasione per dare dispiaceri all’Italia e mettere i bastoni tra le ruote al governo gialloverde. Dalla questione immigrazione al blocco dei tir inquinanti al Brennero, fino alla provocazione sul doppio passaporto per gli Alto Atesini. Insomma, i sovranisti sono prima di tutto interessati ai fatti di casa propria. Siamo certi che Salvini e Di Maio farebbero altrettanto se si trovassero a parti rovesciate.

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Critiche alla posizione di scontro con la Ue del governo italiano sono arrivate anche dalle forze dell’ultradestra nordeuropea. Ma le parole che “bruciano” di più, un fischio di locomotiva nell’orecchio di Salvini e dei sovranisti italiani, sono quelle di Zoltan Kovacs che qualche giorno fa ha detto: «Le regole dell’Unione europea ci sono e vanno rispettate». Chi è questo Kovacs? Ufficialmente è il portavoce del governo di Viktor Orban, sì quello di “Salvini è il mio eroe”. Ma Kovacs in realtà è molto di più, è il ministro della Propaganda internazionale, l’inviato del premier Orban nelle capitali occidentali, la sua parola equivale dunque a quella del leader nazionalista ungherese, in particolare quando si tratta di temi tanto delicati.

«La recente storia del nostro Paese – ha dichiarato Kovacs a proposito della manovra italiana bocciata da Bruxelles – insegna che è possibile rilanciare la crescita economica e ridurre la disoccupazione rispettando il patto di stabilità che tutti abbiamo sottoscritto in Europa. Il nostro governo ha ereditato un Paese in piena recessione nel 2010 e l’ha guidato verso una fase di espansione costante e sostenuta facendo allo stesso tempo grande attenzione a restare dentro i parametri comunitari sul deficit e sul debito». Sbam e tanti saluti a Salvini e Di Maio.

Kovacs non ha solo attaccato la manovra del governo Conte. Ha infatti lasciato intendere che verrà a Roma per parlare con Salvini e ha parlato della costruenda unione sovranista europea. Chissà se coincide con quella immaginata da Steve Bannon e se Kovacs incontrerà nella capitale italiana anche il fondatore di The Movement. A proposito di elezioni europee Kovacs ha detto: «Non facciamo previsioni,  ma se guardiamo alle novità politiche in Italia, Austria e anche in Germania, possiamo aspettarci qualche novità, avremo probabilmente un Parlamento europeo molto diverso da quello attuale». Diverso sì, ma per fare cosa? E soprattutto, i sovranisti europei sono convinti di poter vincere le elezioni e poi governare l’Unione con la somma dei loro egoismi? «Se fosse possibile, vorrei creare il quartier generale di The Movement a Budapest. Mi piacerebbe molto, passeremo molto tempo in Ungheria da adesso al voto», ha detto Bannon cercando di conquistare al suo progetto anche quello che al momento è il più forte dei sovranisti europei. Ma i segnali al momento sono di freddezza, come quelli arrivati dall’austriaco Kurtz che addirittura pare abbia aperto alle fondazioni di George Soros, nemico giurato di Bannon. Insomma “Sovranisti di tutta Europa unitevi”. Anzi, è meglio di no.

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