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M5S-PD, Spadafora le “suona” a Dibba: “Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte”

Vincenzo Spadafora è stato il regista dell’operazione che ha portato all’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle. Il ministro per le Politiche giovanili parla però delle dichiarazioni di Alessandro Di Battista, decisamente una voce fuori dal coro. “È legittimo, nel nostro movimento ci sono sempre state opinioni diverse, anche quando eravamo con la Lega. Adesso l’unico dato certo è che abbiamo comunque fatto un governo e che andremo avanti. Quindi al di là delle singole opinioni abbiamo tutti il dovere di remare dalla stessa parte”.

Spadafora commenta anche la decisione di Matteo Renzi di uscire dal Pd. Secondo lui non mette a rischio il governo, ma è un “problema interno al Pd. Credo sia una cosa di cui si era già parlato, Renzi ha assicurato che il governo non è in discussione. E’ un problema interno al Pd, cui guardiamo con rispetto”.

Sul futuro immediato dei due partiti, Spadafora nella sua intervista al Corriere della Sera ci tiene a precisare che sono da escludere “fusioni” e che Zingaretti e Franceschini sono persone di cui ci si può fidare e che hanno toni e modi decisamente diversi rispetto a Salvini, quindi non c’è il rischio di un’escalation da parte loro. Spadafora commenta anche le voci su una sua rottura con Di Maio e di una sua vicinanza troppo stretta al premier Conte.

“Con Luigi abbiamo riso di queste voci. Con Conte ho un ottimo rapporto, ma con Luigi abbiamo un’amicizia solida. Il Movimento ora è nella vera fase della maturità. Dobbiamo tornare a lavorare a una nostra identità di contenuti. Contenuti che sono simili a quelli dei nostri alleati, per questo vedo un’alleanza in prospettiva, a partre dalle Regionali”. E pazienza, dunque, se Di Battista storce il naso…

Le parole di Dibba hanno toccato diverse anime del Movimento, ma non solo. Stefano Pedica del Pd commenta così: “Da Di Battista arrivano le solite infelici uscite. Magari le ultime si possono giustificare perché, essendo stato molto tempo all’estero, deve essersi perso qualche cambiamento, a cominciare da quello del governo. Qualcuno gli dica che ora il M5s è alleato del Pd”.

E ancora: “Dispiace leggere ancora offese da parte sua al Pd, sembra sia rimasto al tempo del Vaffa day – aggiunge -. Di Maio spieghi a Di Battista che c’è un governo di responsabilità nazionale e che questo non è stato fatto per litigare ma per dare certezze per il Paese e per l’Europa, conclude.

 

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