Economia

Spesa pubblica, ecco dove fanno a finire davvero i soldi dati allo Stato dagli italiani

I rimborsi dei titoli del debito statale, pesano sulla spesa pubblica ben 228 miliardi di euro (1,3% per il 2018), che su un esborso pubblico totale di 877.346.939.404 euro, incidono sul 26% del bilancio. A dichiararlo è l’associazione indipendente I Copernicani, che tramite la sua analisi realizzata attraverso una nuova applicazione web operativa sul sito budget.g0v.it per monitorare, sulla base delle informazioni rese pubblicamente disponibili dal ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, i dati di spesa relativi alla legge di Bilancio 2019. Secondo lo studio, seguono i titoli del debito statale, la spesa per la tutela dei livelli essenziali di assistenza (ovvero la sanità con l’8,3%), gli oneri finanziari su titoli del debito statale (7,2%) e il sostegno alle gestioni previdenziali (7,1%).
Dal monitoraggio si evincono tutte le principali voci di spesa ascrivibili ai ministeri, dove naturalmente quello dell’Economia fa la parte del leone con una spesa di oltre 597 miliardi, seguito dal Lavoro (oltre 139 miliardi) e istruzione (oltre 59 miliardi). Per tutte le spese sono effettuate comparazioni con l’anno precedente, ad eccezione naturalmente delle novità, come i 9 miliardi per il reddito di cittadinanza. Grazie quindi a questa analisi dei Copernicani, si possono distinguere le più importanti voci di spesa che deve sostenere lo Stato, suddividendole per i principali ministeri, e con la variazione rispetto alla legge di bilancio 2018:


Ministero dell’Economia e delle Finanze
• Rimborso titoli del debito statale: 228,3 miliardi, +1,3%.
• Tutela dei livelli essenziali di assistenza: 73,2 miliardi, invariata.
• Oneri finanziari su titoli del debito statale: 67 miliardi, +0,8%.
• Rimborsi di imposte indirette: 32 miliardi, -0,2%.
• Regolazioni contabili relative alla compartecipazione delle autonomie speciali ai gettiti dei tributi erariali riscossi direttamente dalle autonomie speciali: 20,2 miliardi, -1,2%.
• Partecipazione al bilancio Ue: 18,3 miliardi, +2,7%.
• Rimborsi di imposte dirette: 17,7 miliardi, invariata.
• Vincite sui giochi e lotterie: 14 miliardi, invariata.
• Contribuzione aggiuntiva a carico del datore di lavoro per i dipendenti delle amministrazioni statali: 10,8 miliardi, invariata.
• Compartecipazione delle autonomie speciali ai gettiti dei tributi erariali per lo svolgimento delle funzioni assegnate: 9 miliardi, +2,4%.
• Politiche di coesione: 6,4 miliardi, +30,7%.
• Oneri finanziari su buoni postali fruttiferi: 6 miliardi, -3%.
• Interessi sui conti di tesoreria: 5,4 miliardi, +35%.
• Fondi di riserva: 4,8 miliardi, invariata.
• Fondi da assegnare per interventi di settore: 4,6 miliardi, +404,5%.
• Settore creditizio e bancario: 4,5 miliardi, +50%.
• Recuperi tributari effettuati nei confronti delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome: 4,2 miliardi, invariata.
• Contratto di programma e di servizio per il trasporto ferroviario: 3,8 miliardi, -24%.
• Attuazione delle politiche comunitarie in ambito nazionale: 3,4 miliardi, -30,5%.
• Sostegno alla ricostruzione: 3,2 miliardi, +137%
• Accertamento e relativo contenzioso in materia di entrate tributarie, catasto e mercato immobiliare, svolte dall’Agenzia delle entrate: 3,1 miliardi.
• Aggi su giochi e lotterie: 2,8 miliardi, invariata.
• Spese di personale per le missioni politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica: 2,3 miliardi, +0,9%.
• Garanzie assunte dallo stato: 2 miliardi, +10,7%.
• Servizio radiotelevisivo pubblico: 1,8 miliardi, +6,7%.
• Rimborso quota capitale mutui con oneri a carico dello Stato di prevalente interesse nazionale: 1,8 miliardi, +106,4%.
• Settore dell’autotrasporto: 1,6 miliardi, +9,1%.
• Fondo da assegnare per l’attuazione dei contratti del personale: 1,6 miliardi, -48,3%.
Ministero dell’Istruzione

• Spese di personale per il programma (docenti di primo ciclo): 20,3 miliardi, +5,7%.
• Spese di personale per il programma (docenti di secondo ciclo): 11,0 miliardi, +5,1%.
• Finanziamento delle università statali: 7,4 miliardi, +0,8%
• Spese di personale (dirigenti scolastici e personale Ata primo ciclo: 4,5 miliardi, +5,2%.
• Spese di personale (docenti di sostegno primo ciclo): 3,5 miliardi, -4,5%.
• Spese di personale (dirigenti scolastici e Ata, secondo ciclo): 2,1 miliardi, +3,8%.
• Contributi alle attività di ricerca degli enti pubblici e privati: 1,8 miliardi, +3,7%.
Ministero della Difesa
• Spese di personale per la missione difesa e sicurezza del territorio (approntamento e impiego carabinieri): 5,9 miliardi, +4,2%.
• Spese di personale (approntamento forze terrestri): 4,9 miliardi, +3,4%.
• Spese di personale (forze aeree): 2,5 miliardi, +3,3%.
• Spese di personale (forse marittime): 1,9 miliardi, +2,0%.
• Ammodernamento, rinnovamento e sostegno delle capacita’ dello strumento militare: 1,8 miliardi, -19,8%.
Ministero dell’Interno
• Ripartizione risorse agli enti locali da devoluzione fiscalita’: 6,6 miliardi, invariata.
• Spese di personale (polizia di stato): 5,9 miliardi, +4,5%.
• Spese di personale (vigili del fuoco): 1,7 miliardi, +11,9%.
• Concorso dello Stato al finanziamento dei bilanci degli enti locali: 1,6 miliardi, -3,3%.
Ministero dello Sviluppo Economico
• Interventi per l’innovazione del sistema produttivo del settore dell’aerospazio, della sicurezza e della difesa: 2,4 miliardi, -11,9%.
Ministero della Giustizia
• Spesa di personale (polizia e amministrazione penitenziaria): 2,0 miliardi, +1%.
• Spese di personale (magistrati di giustizia penale e civile): 1,8 miliardi, +4,7%
• Spese di personale (personale civile, giustizia civile e penale): 1,4 miliardi, +2,5%.
Analizzando tutti i dati dei Copernicani, si possono notare i maggiori rialzi e ribassi delle voci di spesa. Il rialzo più significativo che emerge dall’analisi comparativa è del 404,5%, per 4,6 miliardi di spesa, per i fondi per interventi di settore cioè risorse da assegnare in corso di esercizio alle amministrazioni centrali dello Stato in base alle esigenze. A seguire, sempre in ambito Mef, l’aumento del 183,9% di 1,6 miliardi per partecipazione a banche, fondi ed organismi internazionali, e in terza posizione il rialzo del 106,4% per il rimborso quota capitale mutui con oneri a carico dello stato di prevalente interesse nazionale per 1,8 miliardi. Invece, tra i maggiori ribassi di spesa si registra nel fondo da assegnare per l’attuazione dei contratti del personale (-48,3%), e per quello dell’attuazione delle politiche comunitarie in ambito nazionale (-30,5%). A seguire il ribasso del fondo sul contratto sul contratto di servizio e di programma per il trasporto ferroviario (-24%). Infine da sottolineare, la drastica riduzione della spesa per interventi a favore degli stranieri anche richiedenti asilo e profughi (- 12,2%)

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