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Squalo si incastra nella gabbia dei turisti e muore dopo 25 minuti. Il VIDEO-denuncia

Un video che incute paura, rabbia e tanta, tanta, tristezza. Per l’idiozia dell’essere umano, un altro animale è morto barbaramente. E giustamente ancora non si placano le polemiche dopo la pubblicazione del drammatico filmato diffuso, sui social, dall’attivista messicano Arturo Islas Allende. Il video mostra un grande squalo bianco che, mentre nuota nelle acque cristalline di Guadalupe, l’isola nota per la presenza stagionale di questi grandi predatori, improvvisamente sembra puntare una delle gabbie di protezione utilizzate da turisti e appassionati di tutto il mondo per poter osservare in tutta sicurezza gli squali.

Come scrive Il Messaggero, “la velocità e l’impossibilità di recedere, per gli squali il nuoto “a marcia indietro” è impossibile, fanno sì che il predatore si trovi ad essere intrappolato con la testa tra le sbarre. Come illustrato dalle drammatiche immagini, lo squalo, in preda al panico, inizia a dibattersi furiosamente, fino a ferirsi gravemente, tra lo stupore e la paura degli occupanti la gabbia che, impossibilitati ad intervenire per ovvie ragioni, cercano di ritrarsi. L’interminabile sequenza, racconta la lotta per la vita del predatore che purtroppo, dopo oltre 25 minuti di agonia, significherà la morte dell’animale”.

Si legge ancora nell’articolo: “Inutile sottolineare le polemiche scaturite dal momento della pubblicazione delle immagini. Sotto accusa, ci sarebbe lo spazio eccessivo lasciato tra una sbarra e l’altra, solitamente utilizzato dai fotografi per riprendere gli squali senza che si vedano le sbarre. Effettivamente, al di là della legislatura adottata nel merito, lasciare uno spazio troppo ampio, può rivelarsi pericoloso per squali e subacquei dove, soprattutto per i primi e per tutta una serie di ragioni che vanno dall’eccitazione che si crea in acqua per via delle esche, al rumore creato e dal metallo in acqua salata, può scaturire una situazione tale che arriva a confondere questi animali.

Conclude Il Messaggero: “In ogni caso, non si deve parlare di un attacco dello squalo che, probabilmente, è rimasto semplicemente disorientato. Così, mentre l’imbarcazione proprietaria della gabbia, il Nautilus, è al centro delle polemiche, rimane la tristezza dell’ennesima perdita di un animale formidabile che sta scomparendo dagli oceani per colpa dell’uomo”.

 

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