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Startup: come recuperare un credito in 5 step

Il made in Italy viene veicolato nel mondo grazie anche e soprattutto alle piccole imprese. L’internazionalizzazione, unitamente all’innovazione, rappresentano le condizioni per la sopravvivenza delle nostre più piccole realtà imprenditoriali. I dati ufficiali di Infocamere, aggiornati a fine Giugno, contabilizzavano 9.328 startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

In realtà, vi sono altre 4.847 imprese che in Italia producono innovazione, portando il numero complessivo delle nuove aziende tecnologiche oltre quota 14mila, il 12% in più rispetto a quelle stimate due anni fa.  Ne è sortita una mappa che vede, innanzitutto, un quarto delle imprese attive nelle cinque province a maggiore densità, e quindi Milano (2.311) e nell’ordine Roma (1.470), Torino (521), Napoli (507) e Bologna (415).

Il 70,9% di queste attività fornisce servizi alle imprese, il 19,2 % opera nei settori dell’industria in senso stretto, mentre il 4,2 % opera nel commercio.

In un Paese la cui spina dorsale economica è costituita da realtà medio piccole, a volte poco strutturate, è fatale che molte realtà fatichino ad affrontare da sole i mercati. Sviluppare business implica molte sfaccettature tuttavia la principale leva di successo è la salvaguardia dal rischio di mancati incassi.

Assunto che PMI e startup sappiano mettersi in sicurezza da un punto di vista meramente contrattuale, rimangono ad oggi poco presidiate le dinamiche esterne legate al rischio, soprattutto per quanto concerne la capacità della controparte di adempiere con precisione alle proprie obbligazioni.

Qualora una start-up italiana dovesse trovarsi nella spiacevole situazione di dover recuperare crediti, esistono varie tecniche per procedere con margini di successo alti.

Come una startup può recuperare crediti da aziende insolventi

Soprattutto per le startup e laddove gli importi siano contenuti è consigliabile attivare leve negoziali di tipo extragiudiziale. Una delle più utilizzate rientra nel novero dell’ADR, ovvero Alternative Dispute Resolution. Si tratta di una serie di azioni volte ad ottenere una veloce ed efficace risoluzione dei conflitti commerciali. Fondamentale, per attuare questa procedura è il coinvolgimento di una terza parte neutrale che funga da mediatore, come ad esempio una società specializzata nel recupero dei crediti.

I sistemi ADR sono prettamente due:

  • Modello “aggiudicativo”: Il terzo neutrale fornisce alle parti una valutazione della situazione, vincolante (come nell’arbitrato) o meno (come nell’expertise);
  • Modello “negoziale”: il terzo neutrale è un catalizzatore del negoziato e della comunicazione fra le parti.

In ogni caso, questa formula è in forte crescita perché consente alle StartUp di recuperare il proprio credito in tempi decisamente brevi e con un accollo di costi contenuti e spesso legati al risultato conseguito.

Le cinque fasi per recuperare crediti sono:

  1. Parere legale gratuito: Il legale rappresentante della startup viene contattata da un consulente specializzato e riceverà un parere legale gratuito, verificando se sussistono le condizioni preliminari per il recupero.
  2. Indagine patrimoniale sul debitore: Tramite una credit check, viene analizzata la situazione patrimoniale della controparte e vengono suggeriti gli strumenti stragiudiziali o, in alternativa, giudiziali per recuperare il credito nel modo più veloce possibile;
  3.  Due diligence: Per ogni Startup viene studiata la migliore strategia di recupero, formando un team dedicato, composto da: credit manager, consulenti legali, operatori credit collection, esattori sul territorio e legali per la gestione di accordi transattivi e piani di rientro;
  4. Judicial Approach : Laddove il recupero in via extragiudiziale non fosse possibile, viene intrapreso un percorso giudiziale sfruttando il nostro studio legale interno;
  5. Recupero del credito: Società specializzate nel recupero crediti come Invenium, (interpellata da business.it per avere informazioni puntuali sul recupero crediti) riescono a garantire, nella maggior parte dei casi, un tasso di successo pari al 55%.