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“Stasi, la novità bomba!”. Garlasco, crolla tutto: il documento che rivoluziona il caso

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  • Luigi 

La famiglia Poggi continua a mantenere una posizione molto chiara e distante rispetto alle ipotesi investigative che, negli ultimi tempi, hanno riportato l’attenzione su Andrea Sempio. I genitori di Chiara, affiancati dal loro collegio difensivo e dai consulenti tecnici, escludono con decisione qualsiasi coinvolgimento dell’amico di Marco Poggi, nonostante l’indagine per concorso in omicidio e la possibilità di un rinvio a giudizio che lo stesso Sempio ha dichiarato di attendersi. Per la parte offesa, questa pista non trova riscontro nella verità emersa nei processi.

A riaccendere il dibattito è stata però la diffusione di una nuova ricostruzione dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Una rilettura che interviene su alcuni passaggi della dinamica già cristallizzata nella sentenza definitiva, senza però indicare nuovi responsabili. Un passaggio delicato che ha inevitabilmente riaperto discussioni e polemiche su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi decenni.

Secondo la famiglia Poggi, non esistono elementi attendibili per ritenere che Chiara sia stata uccisa da qualcuno diverso da Alberto Stasi. Per i genitori della giovane, lui resta l’ultima persona ad averla vista in vita, dopo aver trascorso con lei la sera precedente, ed è anche colui che chiamò le forze dell’ordine sostenendo di averla trovata senza vita sulle scale di casa. Un racconto che, a giudizio dei consulenti della parte civile, non sarebbe mai stato del tutto veritiero, motivo per cui la condanna in Cassazione, arrivata dopo due assoluzioni, viene ritenuta corretta.

La Suprema Corte aveva descritto un delitto d’impeto, consumato in un lasso di tempo estremamente ristretto. Ventitré minuti, quelli ritenuti compatibili con l’assenza di alibi per il condannato, nei quali sarebbe rientrato anche un eventuale spostamento in bicicletta. Una dinamica che affonda le radici in una lite iniziata la sera prima e degenerata rapidamente fino all’aggressione mortale. Ed è proprio su questo aspetto che starebbe emergendo una possibile lettura alternativa.

Come spiegato da Dario Redaelli, criminalista e consulente dei genitori di Chiara Poggi, la mattina del delitto i due fidanzati avrebbero fatto colazione insieme, forse discutendo, prima che la situazione precipitasse. A sostegno di questa ipotesi viene richiamato un elemento emerso nei più recenti accertamenti tecnici: il DNA di Stasi sull’Estathé trovato nella spazzatura.

Questa ricostruzione, però, solleva anche diversi dubbi. Se nei 23 minuti individuati devono rientrare non solo l’aggressione ma anche un pasto, seppur rapido, far coincidere tutto in un arco temporale così ristretto appare problematico. A ciò si aggiungono le incertezze sull’arma del delitto, che potrebbe non essere stata una sola, e sulla necessità di reperirla all’interno dell’abitazione, elementi che finirebbero per allungare ulteriormente i tempi.

In questo quadro, il ragionamento dei consulenti rischia di produrre un effetto inatteso, finendo per rafforzare la tesi difensiva di Alberto Stasi, che si è sempre proclamato innocente. Se la dinamica dell’omicidio richiedesse più tempo di quanto ipotizzato finora, l’alibi informatico del condannato assumerebbe un peso ancora maggiore.

Ora l’attenzione è puntata sull’esito della consulenza medico-legale affidata alla professoressa Cristina Cattaneo. Se dovesse emergere che la morte di Chiara è avvenuta in un momento successivo rispetto all’orario compatibile con la condanna, lo scenario potrebbe cambiare in modo significativo. Dalle 9.35 in poi, infatti, Stasi risulta certamente a casa davanti al computer, un dettaglio che lo escluderebbe dalla scena del crimine e che potrebbe riaprire, ancora una volta, il caso Garlasco.

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