
Il caso riguardante l’omicidio di Garlasco si arricchisce di un elemento decisivo dopo quasi due decenni di incertezze. La Procura di Pavia ha chiuso le indagini preliminari contro Andrea Sempio, aprendo così la strada a una possibile revisione della condanna inflitta a Alberto Stasi. Se confermate, le nuove evidenze potrebbero ribaltare una sentenza che ha segnato profondamente la giustizia italiana recente.
Il passaggio chiave riguarda lo spostamento del fascicolo dalla Procura di Pavia a quella generale di Milano. Quest’ultima ha il compito di valutare l’esistenza dei presupposti per la revisione della sentenza che ha condannato Stasi a 16 anni di reclusione. La revisione rappresenta un rimedio straordinario volto a rivedere una condanna definitiva qualora emergano prove nuove e decisive, come nel caso delle intercettazioni e degli elementi raccolti contro Sempio.
Le indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano hanno delineato una dinamica dell’omicidio molto dettagliata, che mette in discussione la versione processuale precedente. È emersa una colluttazione iniziale, seguita da almeno dodici colpi inferti in modo brutale, con la vittima trascinata e colpita anche quando già incosciente. Tali elementi, se confermati in tribunale, renderebbero insostenibile la condanna di Stasi, aprendo la strada alla sua liberazione e a un possibile risarcimento per ingiusta detenzione.

Al centro delle nuove accuse vi è il comportamento di Sempio, sul quale sono state raccolte intercettazioni ambientali che ritraggono un movente legato a un rifiuto di un approccio sessuale. Le indagini indicano che l’ossessione di Sempio per la vittima, Chiara Poggi, potrebbe essere stata alimentata dalla visione di video intimi. Questi elementi costituiscono la base probatoria che sarà valutata dalla Procura generale di Milano.
Andrea Sempio, indagato per omicidio volontario pluriaggravato, ha a disposizione venti giorni per presentare memorie difensive o richiedere interrogatori. Al termine di questo periodo, la Procura di Pavia dovrebbe avanzare la richiesta di rinvio a giudizio. La decisione finale spetterà al giudice dell’udienza preliminare che dovrà stabilire se ci siano i requisiti per un nuovo processo, che si svolgerebbe parallelamente alle procedure riguardanti Stasi.