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Stato di emergenza, la certezza di Becchi: “Draghi rinuncia al Quirinale”

Manca solo l’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri e poi la proroga dello stato di emergenza sarà realtà. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha deciso di prorogare questa misura emergenziale fino alla data del 31 marzo 2022. Due mesi oltre la scadenza biennale, fissata dalla legge al 31 dicembre. Proroga bimestrale possibile grazie ad un semplice atto amministrativo. In questo modo il governo dà una protezione legale al Super green pass che, senza lo stato di emergenza, perderebbe efficacia nel mese di gennaio. La scelta di Draghi, però, induce molti commentatori, tra cui il professore universitario Paolo Becchi, ad ipotizzare una sua rinuncia alla corsa per il Quirinale.

Draghi prolunga lo stato di emergenza

La decisione di Mario Draghi di prolungare lo stato di emergenza si porta dietro uno strascico di conseguenze più o meno favorevoli al premier. Per prima cosa, l’allungamento di altri tre mesi di questa misura emergenziale si sarebbe reso necessario per offrire, come già accennato, una copertura legale al funzionamento del Super green pass. Senza stato di emergenza, infatti, non sarebbe più possibile vietare alle persone non vaccinate l’accesso ai luoghi e ai servizi pubblici.

La scelta della data del 31 marzo per il termine dello stato di emergenza si spiega facilmente. Secondo la legge italiana questa condizione non può durare per più di due anni. La sua scadenza naturale arriverebbe dunque al massimo il 31 gennaio 2022, a due anni esatti dal primo stato di emergenza proclamato dal governo Conte nel 2020. È possibile però ricorrere ad un semplice atto amministrativo per allungarlo al massimo di due mesi. Per andare oltre servirebbe una legge ordinaria approvata dal Parlamento. Ma ci sono forti dubbi sulla reale volontà dei partiti di procedere in questo senso.

Ma la scelta di Draghi potrebbe significare una sua rinuncia definitiva alle aspirazioni di farsi eleggere presidente della Repubblica. La pensa così anche Becchi. “Con il nuovo decreto che sposterà oltre i termini lo stato di emergenza a marzo 2022, Draghi di fatto rinuncia alla presidenza della Repubblica. – mette nero su bianco in un tweet il professore di filosofia – Politicamente un punto ora è chiaro: Draghi resta alla guida del governo sino alla scadenza naturale della legislatura”.

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