Cultura

Giù le mani da Stefania Prestigiacomo: i disgustosi (e sessisti) attacchi social dei fan di Salvini

Salita a bordo della nave Sea Watch, insieme a Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e Riccardo Magi di +Europa, per dare un segnale forte. E per questo finita nel mirino dei supporter di Matteo Salvini, scatenati sui social contro la parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo. Che, con molta onestà, aveva spiegato di essersi avventurata sull’imbarcazione “da ministra, da cittadina, da donna”, rivendicando così la sua scelta, in linea tra l’altro con il sì di Berlusconi all’ipotesi di uno sbarco dei 47 migranti a bordo.

La Prestigiacomo ha raccontato quanto visto coi suoi occhi, quelle persone stremate di fronte alle quali non si può rimanere con le mani in mano, ignorando chi chiede disperato aiuto a pochi metri dalle coste italiane. Ha rifiutato, da rappresentante delle istituzioni, l’indifferenza, preferendo correre in loro soccorso. L’umanità che, una volta tanto, conta più delle magagne politiche. E però per quel gesto si è trovata a fare i conti con la pancia di un Paese feroce, incattivito.
Salvini ha aperto il fuoco per primo, da copione: “Parlamentari italiani (fra cui uno di Forza Italia) non rispettano le leggi italiane e favoriscono l’immigrazione clandestina? Mi spiace per loro, buon viaggio!”. Mara Carfagna e Gianfranco Micchiché l’hanno difesa. I follower del Capitano hanno invece subito iniziato il massacro virtuale, incoraggiati da tante testate di destra a loro volta ormai vicinissime alle posizioni della Lega.Giorgia Meloni ha parlato di “azione buonista in cerca di plausi”. Il Giornale di “show per la campagna elettorale”. Libero ha definito l’ex ministro “la nonna del Parlamento che parteggia per i migranti. Il profilo Twitter della Lega ha azzardato dei grotteschi fotomontaggi che mostrano Berlusconi aiutare la parlamentare forzista a sedersi. Un crescendo inesorabile, condito dalle immancabile frasi sessiste che compaiono puntualmente a firma di utenti non troppo educati. Tutti contro la Prestigiacomo, insomma. Colpevole di quello che Enrico Letta ha già ribattezzato “reato di umanità”.

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