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Stephen King spiazza tutti: “Lascio Facebook. Diffonde fake e non protegge i miei dati”

Lui è uno che la parola la mantiene. Anche perché è con le parole che lavora, da una vita. E così, poco dopo l’annuncio, il suo profilo Facebook è stato cancellato. Stephen King ha abbandonato Facebook dopo aver espresso preoccupazione per fake news e privacy. “Sto abbandonando Facebook”, ha detto lo scrittore su Twitter venerdì. “Non mi sento a mio agio con il flusso di informazioni false consentite nella sua pubblicità politica, né sono fiducioso nella sua capacità di proteggere la privacy dei suoi utenti. Seguitemi (e seguite “Molly aka The Thing of Evil” – la sua cagnolina ndr – ) su Twitter, se volete”. Un duro colpo, dunque, per l’azienda di Zuckerberg, anche perché la risonanza dovuta alla popolarità di King è stata enorme.

Stephen King, autore di oltre 50 libri (quasi tutti best seller), è noto soprattutto per le sue opere nel genere horror e fantasy, molte delle quali sono state adattate in film e programmi televisivi. Lo scrittore 72enne è politicamente attivo e molto schietto, soprattutto per quanto riguarda le proprie opinioni sul presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. E non è un grande fan neanche del social di Mark Zuckerberg. In vista delle elezioni presidenziali Usa di novembre, Facebook ha annunciato che non vieterà gli spot politici né istituirà alcun tipo di misura correttiva per evitare fake news nelle pubblicità di propaganda politica su Internet.

E questo fatto ha letteralmente mandato su tutte le furie lo scrittore, il quale non si è sentito di poter accettare la libera diffusione di fake news, soprattutto politiche, nel pieno della campagna elettorale. Facebook consente agli inserzionisti di scegliere come target piccoli gruppi, compresi anche gruppi specifici di utenti, con annunci pubblicitari. Alcuni critici, tra cui diversi dipendenti dello stesso social, hanno espresso preoccupazione.

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Tali annunci politici altamente mirati possano minare la discussione politica diminuendo la possibilità di renderle visibili ai politici di campagne rivali e alla stampa. Twitter, su cui King rimane attivo, ha annunciato in ottobre che smetterà di accettare annunci politici. E Google ha posto delle limitazioni. Per questo, Stephen King ha salutato i suoi follower sul social di Zuckerberg e si è detto disponibile a portare avanti solo Twitter. E come dargli torto?

 

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