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Sterminò la famiglia, evade ancora: Del Grande sparisce nel vuoto e riapre un incubo lungo trent’anni

Elia Del Grande durante le ricerche

Non è rientrato dal permesso pasquale e di lui, ancora una volta, si sono perse le tracce. Elia Del Grande, cinquantenne, è di nuovo irreperibile: questa seconda evasione in meno di sei mesi riaccende un caso giudiziario e umano tra i più inquietanti degli ultimi trent’anni. L’uomo era ospitato nella casa-lavoro di Alba, dove stava scontando una misura di sicurezza, ma domenica 5 aprile non è tornato. L’ennesima fuga ha riavviato le ricerche e sollevato interrogativi sulla gestione dei soggetti socialmente pericolosi.

La vicenda di Del Grande affonda le radici nel 1998, con un fatto che ha segnato profondamente il Varesotto. All’epoca poco più che ventenne, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, uccise a colpi di fucile il padre, la madre e il fratello nella casa di Cadrezzate. Il triplice omicidio è passato alla storia come la strage dei fornai, dal mestiere familiare molto noto nella zona.

La strage che sconvolse Cadrezzate

Quel massacro rappresentò un punto di rottura in un contesto già segnato da tensioni e fragilità. Le indagini ricostruirono una realtà fatta di conflitti domestici e instabilità personali, culminati in una violenza improvvisa e devastante. Dopo il delitto, Del Grande tentò la fuga, ma fu catturato poco dopo e riportato in Italia.

Il processo si concluse con una condanna a 30 anni di carcere, ridotta dall’ergastolo per il riconoscimento della semi-infermità mentale. Negli anni ha scontato gran parte della pena, passando poi alla libertà vigilata. La valutazione della sua pericolosità sociale ha spinto i giudici a disporre il trasferimento in una casa-lavoro, misura pensata per favorire il reinserimento ma anche per mantenere un controllo costante.

Due fughe in pochi mesi

La recente fuga non è un caso isolato. Già a novembre Del Grande si era allontanato da una struttura simile nel Modenese, facendo perdere le sue tracce per alcuni giorni prima di essere rintracciato. Questo episodio pesa ora particolarmente, dimostrando la sua capacità di eludere i controlli e muoversi senza lasciare immediati segnali.

Ora la situazione si ripete con modalità analoghe: un uomo che non rientra, un sistema che rileva l’assenza e una nuova caccia all’uomo. Le ricerche sono iniziate subito, ma il tempo trascorso complica le operazioni. Resta dunque aperta la questione: quanto è possibile controllare un soggetto che ha già dimostrato di sapersi sottrarre alle regole?

La vicenda di Del Grande non è solo cronaca giudiziaria. È un caso che intreccia memoria, sicurezza e gestione del fine pena, una storia mai davvero chiusa che riemerge ogni volta che quell’uomo sparisce nel nulla.

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