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Storia di Ale, lasciato solo dalla furia omicida

Si chiama Alessandro ed è un bambino di due anni e mezzo. Alessandro è una vittima indiretta, come molti altri suoi coetanei, della violenza sulle donne. La sua mamma infatti, Juana Cecilia Hazana Loayza, nel 2021 è stata vittima di femminicidio, uccisa a Reggio Emilia a 34 anni la notte del 20 novembre nel parco sotto casa da Mirko Genco, l’uomo che da tempo la perseguitava. Ecco come vive ora il piccolo Alessandro e quali sono le conseguenze della morte della madre.

Basta violenza sulle donne

Come appena accennato, Alessandro oggi ha due anni e mezzo. Tutte le mattine va all’asilo, mentre trascorre il pomeriggio con la nonna o con il padre. Secondo il racconto del quotidiano Repubblica, è ghiotto di pane e mortadella e gli piace anche la Coca Cola. La cosa triste è che alcune volte, mentre guarda i cartoni animati in tv, cerca e chiama la mamma che purtroppo non gli può più rispondere.

“Dopo la morte non c’è il vuoto ma l’inizio di una vita difficile. – spiega l’avvocato Giovanna Fava che nel processo rappresenta la signora Dina, nonna di Alessandro – In questo caso c’è una donna, chiamata a uno sforzo enorme: sopportare il dolore di una figlia uccisa e ritrovarsi ad allevare il nipote”. Dina era arrivata a Reggio Emilia dal Perù nel 2012, proprio per aiutare la figlia che aveva da poco partorito. Pur di starle vicino, nel suo Paese ha lasciato il marito e cinque figli.

“Voglio giustizia perché quell’uomo non possa più far male ad altre donne”, si sfoga la signora Dina che si è occupata della cremazione della figlia, ha ottenuto una casa dal Comune emiliano e al momento è alla ricerca di un lavoro. “È passato un anno dal femminicidio, è stato traumatico, ti sconvolge la vita, cambia tutto. Vedo mio figlio praticamente tutti i giorni, lo porto all’asilo e lo vado a prendere. E aspetto la sentenza”, racconta il padre Corrado Lolli, un 52enne albergatore di Reggio che si era separato da Cecilia subito dopo la nascita di Alessandro. “Sono un mostro per colpe non mie”, ha detto invece l’assassino Mirko Genco durante un’udienza del processo. Il 26enne rimase orfano nel 2015 quando la madre venne uccisa.

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