Economia

Il breve volo di Alitalia: il governo si spacca sul piano di salvataggio, tra Di Maio e Tria è ancora scontro. Turbolenze a non finire

Di Maio contro Tria, atto milionesimo (facile perdere il conto, di questi tempi). Il leader del Movimento Cinque Stelle ancora una volta in rotta di collisione con il ministro più discusso del governo gialloverde, stavolta con Alitalia come casus belli. Tutto è iniziato con la presentazione del piano di salvataggio dell’azienda, annunciato con orgoglio dal vicepremier e che prevede un ritorno dello Stato nella ex compagnia di bandiera, nel frattempo privatizzata, quotata in borsa, affidata a imprenditori italiani, consegnata a Etihad e, infine, commissariata. Il nuovo progetto prevede la nascita di una newco con Ferrovie dello Stato e la Cassa depositi e prestiti, con un ruolo diretto del ministero dell’Economia. E l’impegno di un’altra compagnia aerea pronta a investire.

Un piano del quale di Maio non aveva nascosto i costi, secondo le stime intorno ai 2 miliardi di euro, difendendo però la sua scelta e assicurando che non saranno toccati i 12mila dipendenti dell’azienda. Come spiega Il Fatto Quotidiano, un progetto da portare avanti con decisione, considerando anche che il 31 ottobre scadono i tempi per le offerte e che quindi bisogna giocare in velocità per arrivare al traguardo. E che ha visto il governo unanime, tutto schierato al fianco di Di Maio. La stessa Lega ha subito rilanciato la bontà dell’iniziativa e anche il presidente del Consiglio Conte ha manifestato la sua soddisfazione. Tutti d’accordo, insomma. O quasi.
Sì perché in mezzo a tanti osanna e pacche sulle spalle reciproche, ecco saltar fuori le parole del ministro Tria, l’uomo già messo da tempo nel mirino dai gialloverdi, che ha commentato: “Penso che delle cose che fa il Tesoro debba parlarne il ministro dell’Economia. Io non ne ho parlato”. L’ennesima conferma di uno scontro sempre più accanito tra le due fazioni, con le voci di un possibile, imminente rimpasto che tagli fuori Tria che continuano a rincorrersi. I dubbi residui arrivano da oltre i confini, con Bruxelles che continua a guardare con sospetto le mosse di Di Maio e Salvini e ricorda: “gli interventi pubblici nelle imprese devono rispettare le regole sugli aiuti di Stato”.

Numeri a caso: Salvini contraddice Tria sulla manovra, il governo sempre più nel caos