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La Sugar Tax blocca un miliardo di investimenti nel settore bibite.

Federico di Tommaso

Federico di Tommaso_Oltre un miliardo di investimenti in Italia bloccato per il 2027 per colpa della Sugar tax.
A fare i conti è stato Giangiacomo Pierini, presidente di AssoBibe, l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese produttrici di bevande analcoliche, nel corso di una tavola rotonda dedicata al tema.


Stiamo parlando di un settore che dà lavoro a 84.000 mila persone in tutta Italia, con più di cento fabbriche; che genera 5 miliardi di valore, che è cresciuto nelle esportazioni del 120% negli ultimi anni contribuendo alla valorizzazione del Made in Italy; e che convive dal 2019 con un’incertezza normativa paralizzante, con due nuove imposte, Sugar tax e Plastic tax, col paradosso che la prima colpisce anche le bevande totalmente prive di prive di zucchero! Il delirio pedagogico del legislatore infatti si è accanito anche nei confronti del beveraggio con zero calorie, segmento che tra l’altro sta conquistando un importante pezzo del consumo. <Abbiamo raggiunto un importante risultato rafforzando l’educazione sanitaria e promuovendo stili di vita sani, a partire dalla riduzione degli zuccheri e dal corretto bilanciamento energetico>, ha commentato Marcello Gemmato sottosegretario alla Salute.

Insomma, il cambiamento è arrivato dal mercato stesso, spingendo così ad una “ammenda” coloro coloro che quella norma l’avevano voluta e votata, il Movimento Cinquestelle. <Non possiamo non vedere che lo scenario è cambiato e quindi una discussione va aperta>, ha dichiarato Mario Turco. La discussione però è aperta anche nel campo del centrodestra dove nessuno ama la Sugar Tax, ma non scioglie il nodo: che farne ora? La soluzione più certa, come ha ammesso il presidente della Commissione Finanze alla Camera Marco Osnato, è il rinvio: sarebbe il nono, visto che da quando è stata approvata è sempre slittata; ma non c’è unanimità se a sei mesi o a dodici. <Il nostro obiettivo è la cancellazione>, hanno aggiunto la sottosegretaria al Mef, Sandra Savino e Raffaele Nevi.


<Che è il vero traguardo da raggiungere>, ha sottolineato il numero uno di AssoBibe Pierini. <Viviamo in una fase incerta: il mercato finalmente migliora dopo un inizio anno deludente, ma tutto il resto peggiora. La lunga e torrida estate ha aiutato il settore (+6.7% vendite a volume da giugno ad agosto, anche se con andamenti molto diversi), ma la crescita e la redditività sono state cannibalizzate dall’esplosione dei costi di produzione e vendita. Le nostre imprese chiedono una cosa semplice: si tolgano lacci e lacciuoli che oggi frenano inutilmente attività e investimenti. In questo momento, oltre un miliardo di euro è bloccato nel Paese a causa di questa incertezza. Un valore che, liberato, potrebbe tradursi in impianti, in innovazione, in nuova occupazione>.


<E qui va detto con chiarezza: questa tassa, in Italia, non serve. I consumi di bevande zuccherate sono in calo da più di 12 anni in tutte le fasce di età. Questo anche grazie al lavoro fatto dalle imprese: le aziende hanno investito molto in soluzioni che hanno modificato il mercato, con nuovi prodotti con meno zucchero o zero zucchero, con formati ridotti e una politica responsabile di astensione di vendita diretta nelle scuole primarie e secondarie. Non serve in Italia una leva fiscale punitiva sul nostro settore>.
A riprova di questo va aggiunto che in Francia, Paesi Bassi, Irlanda e Romania l’obesità cresce nonostante la tassa sia in vigore da anni; in diversi Paesi aumenta persino il consumo complessivo di zucchero. Non sorprende che Danimarca, Norvegia e Islanda abbiano abrogato le rispettive tasse dopo un’analisi costi-benefici sfavorevole.

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