Vai al contenuto

Sugar Tax, il rinvio che non rinvia nulla

Sei mesi. È questa la proroga che la bozza della Legge di Bilancio 2027 concede alla Sugar tax, dopo otto rinvii in cinque anni. Non un anno, non la cancellazione chiesta a gran voce dal settore: una mezza misura che, paradossalmente, rischia di produrre più incertezza di quanta ne risolva.

Lo denuncia Assobibe in una nota del 28 ottobre: un rinvio così breve “lascia appesa sopra le nostre teste una spada di Damocle”, nelle parole del presidente Giangiacomo Pierini, che blocca oltre un miliardo di euro di investimenti in innovazione, occupazione e sviluppo. Le aziende si ritroveranno a metà 2027 con la stessa tassa sul tavolo, impossibilitate a pianificare su un orizzonte superiore ai dodici mesi, in un quadro istituzionale reso ancora più precario dall’ipotesi di elezioni anticipate. Se l’imposta entrasse in vigore, gli effetti restano quelli già quantificati da tempo: +28% di pressione fiscale al litro, -16% di vendite, oltre 5.000 posti di lavoro a rischio.

Il punto politico, più che quello economico, è che un rinvio di sei mesi non è una scelta: è un modo di non scegliere. Pierini lo dice senza mezzi termini: “È mancato il coraggio di una scelta definitiva contro una misura inefficace per la salute pubblica e dagli effetti devastanti per tutta la filiera”. La richiesta di Assobibe resta la cancellazione, non l’ennesima proroga a tempo.

C’è poi un secondo fronte, che allarga il problema oltre l’industria delle bevande. Alla presentazione del Rapporto Coop 2026, il presidente di Coop Italia Domenico Brisigotti ha messo in guardia su una possibile ripresa dell’inflazione, alimentata anche dai costi energetici, capace di innescare “una spirale al ribasso negli acquisti” e un “abbandono o attenuarsi dello stile alimentare italiano”. Pur senza mettere in discussione gli obiettivi della misura, Brisigotti è netto: “Ci auguriamo che aggravi ulteriori, pur nati sotto auspici condivisibili, come la Sugar e la Plastic Tax, non aggiungano ulteriori costi” in un momento in cui, dice, “la distribuzione non ha spazi per assorbire ulteriore inflazione da costi”.

Due voci diverse — industria e distribuzione — convergono sullo stesso punto: il problema non è solo se la Sugar tax funzioni sul piano sanitario, questione su cui i dati restano a sfavore. È che la sua introduzione, proprio ora, si scaricherebbe su famiglie già alle prese con un carrello della spesa sotto pressione. Un rinvio di sei mesi non cambia questo calcolo: lo sposta solo qualche mese più in là.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure