Interni

Servizi (poco) segreti: sull’intelligence è scontro Salvini-Conte, l’ira della Lega contro il premier

L’intesa c’è, i dubbi restano. La fumata bianca definitiva sui vertici dei servizi segreti non è ancora arrivata, anche per una questione di tempistiche. Si aspetterà, infatti, la conferenza sulla Libia fissata a Palermo per i prossimi 12 e 13 novembre. Coi giochi che in teoria sarebbero fatti ma visto il clima di generale incertezza non permettono ancora di abbandonare il condizionale. Il premier Conte, in particolare, è il primo a predicare la calma. Come anticipa La Stampa, in accordo con Mattarella il presidente del Consiglio conserva dubbi sull’opportunità di sostituire i vertici Aise (Agenzia dei servizi segreti esteri) e Dis (Dipartimento che coordina le nostre due agenzie di informazioni e sicurezza) proprio a ridosso dell’appuntamento siciliano.

Conte e Mattarella si scontrano con la fretta della parte verde del governo: Salvini vorrebbe infatti chiudere i giochi il prima possibile e spinge per un’accelerata. Chi saranno, però, i sostituti di Alberto Manenti e
Alessandro Pansa, direttori, rispettivamente di Aise e Dis? Sui favoriti, almeno per il momento, c’è unanime consenso. Per la prima poltrona il pronostico è per il vice direttore Gianni Caravelli, generale dell’Esercito, seguito
dal vide dei Dis Enrico Savio. A favore di Caravelli (sostenuto anche dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta) ci sono i buoni rapporti instaurati in Libia sia con il capo di governo riconosciuto dalla comunità internazionale, Fayez al Sarraj, sia con il comandante dell’esercito nazionale libico Khalifa Haftar.
A capo del Dis dovrebbe invece finire l’altro numero due dell’Aie, Luciano Carta, generale della guardia di finanza. Il concorrente più agguerrito resta al momento Vincenzo Delle Femmine. Un fronte, quello delle nomine, sul quale si consuma uno scontro a distanza Salvini-Conte. Il premier, forte del fatto che Pansa e Manenti lasceranno soltanto a marzo dopo la proroga di un anno concessa dal governo Gentiloni, continua a predicare calma e tempi dilatati. Il leader del Carroccio è assai indispettito da questo atteggiamento, continuando a pressare senza però ottenere riscontri positivi.

“A volte ritornano…”. L’incredibile nome per il dopo Conte: la spifferata