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Sul Covid Conte ha mille colpe, Draghi una in più. Ma è protetto dal Palazzo

Il titolo scelto da La Verità è di quelli destinati a lasciare il segno: “La campagna vaccinale partì senza sapere gli effetti avversi”. Il riferimento è a un documento del ministero della Salute datato 18 giugno 2021 e firmato dal direttore generale della Prevenzione Giovanni Rezza. Un atto ufficiale, dunque, che esiste ed è verificabile, e che viene utilizzato come base per una lettura critica delle prime fasi della campagna vaccinale anti Covid.

La costruzione dell’articolo, però, non si limita a presentare il contenuto del documento. La notizia viene inserita in un contesto politico preciso, che richiama il lavoro della Commissione Covid e le tensioni attorno ad essa. In questo quadro compaiono riferimenti al “campo largo” e al ruolo di Giuseppe Conte, descritto come colui che “si è a lungo sottratto” alle audizioni. Il risultato è un collegamento implicito tra le incertezze sui vaccini e la responsabilità dell’ex presidente del Consiglio.

Entrando nel merito, il documento riporta un elenco degli effetti avversi elaborato dal Cts che, secondo la stessa ricostruzione, era incompleto e fortemente sbilanciato verso le manifestazioni più lievi. Tra queste figuravano soprattutto stanchezza, mal di testa, nausea e vomito. Con minore frequenza venivano segnalati ingrossamento dei linfonodi, reazioni allergiche cutanee e prurito, mentre tra gli eventi rari comparivano la paresi temporanea del volto e l’orticaria.

Una parte residuale era dedicata alle reazioni allergiche gravi, incluse quelle potenzialmente in grado di coinvolgere il cuore, ma senza una frequenza definibile per carenza di dati. Sul vaccino Moderna il documento indicava che la durata della protezione non era ancora nota e che gli studi clinici per stabilirla erano, testualmente, ancora in corso. Per il vaccino Janssen veniva invece segnalata una rara associazione tra coaguli di sangue e bassi livelli di piastrine, osservata soprattutto nelle tre settimane successive alla somministrazione e in particolare tra donne sotto i 60 anni, con alcuni casi che avevano avuto esiti fatali.

A distanza di tempo, il quadro scientifico si è ampliato. La senatrice di Fdi Antonella Zedda, componente della Commissione, ha ricordato come oggi la letteratura confermi una correlazione tra il vaccino Moderna e la miocardite. Un elemento che nel giugno 2021 non poteva essere incluso e che rende retrospettivamente più significativo quel “non si sa” riportato nel documento.

È però la collocazione temporale dell’atto a cambiare profondamente la lettura politica dell’intera vicenda. Il 18 giugno 2021 Giuseppe Conte non era più presidente del Consiglio da circa quattro mesi. Il governo in carica era quello guidato da Mario Draghi, sostenuto da una larga maggioranza parlamentare composta da Pd, M5s, Lega, Forza Italia e Italia Viva, mentre Fratelli d’Italia era l’unica forza all’opposizione. Roberto Speranza restava ministro della Salute, ma rispondeva a un esecutivo diverso rispetto a quello precedente.

Il documento, quindi, si inserisce in una fase già avanzata del governo Draghi, sostenuto anche da partiti che oggi fanno parte della maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Questo elemento introduce un nodo politico più ampio: attribuire le responsabilità esclusivamente alla stagione precedente rischia di semplificare una gestione che, in realtà, ha coinvolto l’intero arco parlamentare di quel periodo.

La scelta del bersaglio, in questo contesto, appare tutt’altro che neutrale. Puntare su Conte ha un costo politico limitato, trattandosi di un leader oggi all’opposizione e direttamente coinvolto nei lavori della Commissione, anche attraverso il rilievo che “si sottrae all’audizione”. Al contrario, mettere in discussione le decisioni del governo Draghi significherebbe chiamare in causa anche forze politiche che oggi siedono nella maggioranza.

E proprio durante quella fase furono adottate le misure più incisive della gestione pandemica: obbligo vaccinale esteso, introduzione del green pass e del super green pass, fino alla sospensione dal lavoro per i non vaccinati. Provvedimenti sostenuti anche da Lega e Forza Italia all’interno dell’esecutivo. Il risultato è che un documento che potrebbe coinvolgere responsabilità trasversali viene spesso letto come un atto d’accusa mirato, mentre la ricostruzione completa richiederebbe di considerare chi, in quel momento, aveva realmente il potere decisionale.

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