
La manovra 2027 introduce un’exit tax per le persone fisiche che lasciano l’Italia: chi trasferisce la residenza fiscale all’estero e possiede beni e diritti finanziari per almeno 800mila euro dovrà pagare il 26% sulle plusvalenze maturate in Italia, anche se non ancora realizzate. La norma è nell’articolo 17 del disegno di legge di bilancio e vale per i trasferimenti dal 1° gennaio 2027. Non è una tassa sul patrimonio. Altre notizie nella sezione manovra.
Chi paga
L’imposta riguarda le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali che siano stati fiscalmente residenti in Italia per almeno sei degli ultimi dieci periodi d’imposta precedenti il trasferimento e che, spostandosi, non siano più soggetti alla tassazione italiana. È richiesto un patrimonio, tra beni e diritti finanziari, di almeno 800mila euro: restano escluse le persone con un portafoglio sotto soglia e chi è stato residente per meno di sei anni. Secondo i calcoli della relazione tecnica, i contribuenti potenzialmente interessati rappresentano la fascia di popolazione che detiene circa il 73% della ricchezza finanziaria italiana.
Quanto si paga
La norma introduce nel Testo unico delle imposte sui redditi l’articolo 307-bis. Per ogni titolo si calcola la differenza tra il valore alla fine dell’anno precedente al trasferimento e il costo di acquisto, e su questa plusvalenza latente si applica l’aliquota ordinaria del 26%. Per i titoli di Stato la base imponibile è ridotta al 48,08%. Il versamento va fatto entro 180 giorni dal trasferimento.
Il differimento e i rimborsi
Per chi si trasferisce in un Paese dell’Unione europea o in uno Stato con cui l’Italia ha accordi di collaborazione fiscale, il pagamento può essere rinviato fino alla vendita dei beni, versando un acconto del 50% e prestando una garanzia: fino a cinque periodi d’imposta per l’Ue e fino a dieci per gli altri Paesi con accordi. Se i beni non vengono venduti nel periodo, se vengono trasferiti per successione o se il contribuente rientra stabilmente in Italia, l’imposta non è dovuta e l’acconto viene rimborsato. L’imposta si calcola sulla somma più bassa tra le plusvalenze latenti e gli incassi effettivi. Per questo, osservano le fonti, il gettito è basso: la relazione tecnica prevede che dal quinto anno, dal 2032, possano partire rimborsi per 3,37 milioni l’anno.
Perché è stata introdotta
La misura estende alle persone fisiche un meccanismo già previsto per le imprese, e segue gli esempi di Germania e Stati Uniti. Serve a evitare che un contribuente accumuli guadagni non realizzati in Italia e si trasferisca in un Paese a fiscalità più leggera per vendere senza versare imposte al fisco italiano.
Cosa non è ancora noto
Non è indicato, nelle fonti consultate, un gettito complessivo, e il testo deve ancora essere esaminato dal Parlamento, che potrebbe modificarlo. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: Il Sole 24 Ore, AGI, Il Messaggero, Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano, disegno di legge di bilancio 2027