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Greta Beccaglia, Serrani torna nel suo ristorante accolto dalle donne

Andrea Serrani torna nel suo ristorante accolto da un’ovazione di un gruppo di decine di donne. L’uomo è divenuto famoso, suo mal grado, per aver molestato in diretta televisiva la giornalista di Toscana Tv Greta Beccaglia. I fatti sono accaduti ormai dieci giorni fa, al termine della partita di calcio Empoli-Fiorentina. E ora Serrani dovrà affrontare un processo per violenza sessuale, reato punito con la reclusione da 6 a 12 anni. Proprio per tirargli su il morale, una trentina tra amiche, parenti e concittadine hanno pensato di organizzare una cena nel suo ristorante Il Ranocchiaro, nel paese marchigiano di Chiaravalle.

Greta Beccaglia e Andrea Serrani

Sono circa le nove di sera quando Andrea Serrani entra nel suo ristorante di Chiaravalle, dopo alcuni giorni trascorsi in una località segreta per evitare giornalisti ed eventuali minacce. A quel punto scatta l’applauso fragoroso delle numerose donne presenti. Lui preferisce non aprire bocca, forse per evitare qualche brutta figura o di peggiorare la sua situazione giudiziaria. Ma sono alcune donne a rilasciare dichiarazioni al Corriere Adriatico.

“Abbiamo tutte rimproverato Andrea per il suo gesto sbagliato – raccontano le sue amiche – e siamo solidali con Greta Beccaglia. Ma quello che Serrani sta subendo è profondamente ingiusto. Del resto, lui per primo ha cercato la giornalista per porgerle le scuse. Che non sono di comodo, ma sono sincere e sentite perché si è subito reso conto di avere esagerato e di aver compiuto un atto grave. Ma da qui a definirlo un ‘mostro’, un ‘pedofilo’, un ‘violentatore’ ce ne corre. – protestano – Lo conosciamo bene e sappiamo quanto sia generoso e solidale con le donne, quanto sia attento alla famiglia e alla figlia, quanto sia sempre disponibile verso gli amici e verso i conoscenti”.

Anche la compagna del molestatore di Greta Beccaglia lo difende. “Andrea è dilaniato, distrutto – spiega Natascia Bigelli – non merita tutto questo accanimento e la cattiveria di chi vuole affossare anche il suo lavoro”.

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