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Trieste, sgombero del porto, Puzzer piange: “Non andiamo via”

Nella mattinata di lunedì 18 ottobre le forze dell’ordine si sono presentate in forze all’ingresso del Varco 4 del molo 7 del porto di Trieste. Il loro compito è quello di sgomberare i manifestanti no green pass e i portuali dai quali la protesta è partita nei giorni scorsi. I no pass, con alla loro testa ancora il dimissionario Stefano Puzzer, si sono seduti a terra proclamando di voler resistere. Ma la polizia ha cominciato ad utilizzare gli idranti contro di loro. Tensione alle stelle.

Trieste, iniziato lo sgombero dei portuali

“Ci dobbiamo comportare bene. Dobbiamo stare con le braccia in alto. Non abbiamo fatto occupazione di niente e questo è il ringraziamento. Vergognosi”, urla al megafono uno dei manifestanti provando poi a rivolgere la sua rabbia contro la telecamera che lo sta riprendendo. Poi subito bloccato dai suoi compagni. “Ragazzi, noi fermi, non dobbiamo reagire. – dice invece Stefano puzzer – Noi fermi. Se dopo loro partono (le forze dell’ordine ndr) è normale che dovremo difenderci. Siamo qui per i nostri diritti, non dobbiamo inventarci niente. È lo Stato che ci sta tradendo. Questo è un ulteriore segno, ma noi stiamo qui tranquilli”.

Sono queste le dichiarazioni dei portuali di Trieste, strillate pochi minuti prima che iniziasse l’intervento delle forze dell’ordine per sgomberarli. Nei video che stanno facendo il giro del web in questi minuti si vedono infatti gli stessi portuali seduti a terra, contro i quali la polizia fa partire gli idranti. Inutili infatti si sono rivelati gli appelli a disperdersi. “Stremo qui, è un nostro diritto. La nostra preoccupazione è che nessuno si faccia male”, ha anche aggiunto Puzzer. Un invito alla calma che evidentemente non ha sortito gli effetti desiderati.

“Dobbiamo rendere fluida l’attività del porto”, spiega un dirigente della polizia ad alcuni occupanti del porto di Trieste. Una azione di forza che provoca la commozione di Puzzer. “Voi dovete far capire all’Italia che questo non può andare avanti. – dice tra le lacrime – Io non sono triste perché sono disperato, ma sono triste per tutte queste persone perché siamo responsabili di loro. E noi non andiamo via, stiamo qui, stiamo pregando. C’è gente che trema. Non arriveranno a tanto si spera. Guardate siamo tutti tranquilli”.

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