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Terremoto Albania, i nostri Vigili del fuoco tornano a casa: “Speriamo di aver portato sollievo”

Gli angeli tra le macerie. I nostri eroi. Il lavoro dei vigili del fuoco italiani in Albania è arrivato al termine. A cinque giorni dalla scossa di terremoto che ha causato 51 vittime nel paese balcanico i soccorritori italiani, il cui compito è stato di fondamentale importanza, si accingono a fare ritorno in Italia. Il governo albanese ha ringraziato i vigili del fuoco per il lavoro svolto in questi giorni: “Vi ringraziamo per tutto quello che avete fatto per aiutarci in questo momento difficile. I buoni vicini di casa si riconoscono nei momenti di difficoltà: voi ci avete dato una grande mano, come tante altre volte è successo nella nostra lunga storia di amicizia”. Un messaggio che ha commosso tutti, il popolo albanese, i nostri ragazzi che erano lì per dare una mano e tutti quanti noi.

Le squadre toscane e pugliesi rientreranno dunque domani mattina in Italia dopo un intenso lavoro grazie al quale molte vite umane sono state salvate dalle macerie delle case crollate. I loro colleghi laziali invece sono tornati ieri: “È stata un’esperienza emozionante – ha detto il team leader Usar (urban search and research) Lazio Stefano Biagioli – Con il nostro lavoro speriamo di aver dato un p’ di sollievo ai familiari delle vittime. Ci portiamo a casa il calore del popolo albanese che ha reso il nostro compito più lieve, oltre alla consapevolezza che il nostro impegno, riconosciuto a livello internazionale, è un punto di orgoglio per tutto il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco”.

Sono stati 175 i vigili del fuoco italiani impiegati fra Durazzo e Shijak in aiuto alla popolazione. Il team è stato composto da 65 unità specializzate Usar (Urban Search and Rescue), 44 dalla Toscana e 21 dal Lazio. C’erano inoltre sezioni operative da Puglia e Campania, integrate con personale medico dell’Areu della Regione Lombardia. In Albania anche ingegneri e tecnici del Corpo nazionale, esperti nella valutazione di strutture lesionate e analisi del danno a seguito di terremoto: il loro lavoro sarà fondamentale per accelerare i tempi nella stima dei danni.

Oltre ai vigili del fuoco, inoltre, hanno attraversato il Mar Adriatico numerosi uomini della Protezione Civile che hanno allestito dei campi per l’ospitalità immediata di centinaia di sfollati. Questi ragazzi, dunque, ci hanno dato l’ennesimo motivo per essere orgogliosi di loro e del nostro Paese, che quando c’è da dare una mano ed essere solidali, non si tira mai indietro. Ed è da qui che si deve ripartire, scalzando via il linguaggio d’odio e di divisione che in tanti sbraitano ogni giorno da giornali, social e tv.

 

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