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Terremoto romano sul Movimento: in manette De Vito, accusato di corruzione

Un vero e proprio terremoto giudiziario, quello che si è abbattuto sulla parte romana del Movimento Cinque Stelle. Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, è stato arrestato all’alba con l’accusa di corruzione, il suo appartamento perquisito dai carabinieri. Secondo quanto riportato da La Repubblica, l’esponente grillino avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni dal costruttore Luca Parnasi: questa l’ipotesi dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli.

In cambio, De Vito avrebbe promesso di favorire il progetto collegato allo stadio della Roma all’interno dell’amministrazione pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi. La misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma riguarda in tutto 4 persone (per 2 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per gli altri i domiciliari). Una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale avrebbe colpito invece due imprenditori.
L’indagine “Congiunzione astrale” si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite nell’iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense. L’inchiesta sta facendo luce su una serie di operazioni corruttive realizzate dagli imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato e un uomo d’affari, che secondo l’accusa avrebbero interagito con De Vito al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

Il nome di De Vito compariva spesso nell’ordinanza che aveva portato all’arresto di Parnasi e di Luca Lanzalone ex presidente di Acea lo scorso giugno. Da quella inchiesta sono finite a processo 18 persone, accusate di aver messo in piedi un sistema corruttivo per la costruzione dell’impianto del club giallorosso, progetto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. I pm avevano messo nel mirino nomi di spicco dell’imprenditoria e politica romana come il costruttore Parnasi e gli esponenti di Pd e Fi, Pier Michele Civita, Adriano Palozzi e Davide Bordoni.Finanziamento illecito ai partiti, indagato il segretario dem Zingaretti