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Morto l’eroe che salvò i bimbi bloccati nella grotta: prese un’infezione durante il soccorso

Dopo una lunga malattia è morto Beirut Pakbara, sommozzatore della Marina thailandese, uno degli “eroi” che aveva preso parte a quella operazione nella grotta allagata che aveva tenuto il mondo intero con il fiato sospeso. Era uno dei “Navy Seal” del salvataggio della grotta in Thailandia dove erano rimasti intrappolati un gruppo di dodici giovanissimi calciatori, i “Cinghialotti”, insieme al loro allenatore. Le autorità locali hanno fatto sapere che il militare — cui è stata riconosciuta una promozione postuma a sottotenente — aveva contratto una rara infezione durante le operazioni di soccorso nella grotta.

Le operazioni – come ricorderete – erano andate avanti senza sosta per 17 giorni tra giugno e luglio 2018, fino a che tutti i ragazzini oltre all’allenatore erano stati riportati in superficie. Il Navy Seal, a quanto comunicato, si era sentito male quasi subito dopo il salvataggio dei baby calciatori ed era continuamente monitorato dai medici. Non si era mai ripreso dopo le operazioni di soccorso e le sue condizioni di salute erano peggiorate nel corso degli ultimi mesi.

Beirut Pakbara è il secondo componente dei Navy Seal che parteciparono all’operazione di soccorso nella grotta che ha perso la vita. Prima di lui un sommozzatore esperto, Saman Gunan, era morto dopo essere rimasto senza aria durante il trasporto di alcune bombole nella grotta. A ricordo del primo sub morto è stata eretta una statua proprio all’ingresso della grotta in Thailandia, diventata nel frattempo una meta turistica visitata da oltre 1,3 milioni di persone.

Beirut Pakbara, dunque, è morto per aver salvato la vita a tanti giovani uomini. Un vero eroe. Il primo sommozzatore portava l’aria respirabile anche per il ragazzino, cui era collegato anche dalla frusta della maschera indossata dal giovane. Il sub in coda aiutava il ragazzino nei passaggi più impegnativi. Tutti i gruppi sono stati sempre assistiti lungo tutto il percorso da altri sommozzatori che aiutavano nei punti più difficili (alcuni passaggi erano larghi solo una cinquantina di cm). A intervalli regolari sono state lasciate scorte di bombole pronte per l’uso in caso di inconvenienti. Fu un salvataggio straordinario. Onore a Beirut Pakbara.

 

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