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“Ti amo”: il messaggio di Emma per Francesca Michielin

Era scomparsa per qualche giorno dai social dopo la morte del padre e il messaggio ai fan per ringraziarli della vicinanza, ma anche per rimproverare gli immancabili e “incommentabili” haters. Poi Emma ha preferito il silenzio per stringersi alla sua famiglia.

Oggi la sua amica Francesca Michielin l’ha chiamata di nuovo in causa: “Artista a tutto tondo, collega, amica e sorella. Emma è la prossima ospite di Maschiacci”. Maschiacci è il nome del podcast condotto dalla giovane cantante Michielin. La puntata è stata registrata prima della scomparsa del papà di Emma, ma è online da oggi.

Esiste da subito un profondo legame tra le artiste e questo messaggio ha indotto Emma a rispondere “Ti amo”, ricambiata dalla cantante di Bassano del Grappa, che le ha risposto: “Anch’io”.

Il tema della puntata, oltre alle canzoni e ai successi di Emma, affronta il periodo nero della sua malattia: “Quando mi sono fermata l’ultima volta, perché mi ero ammalata di nuovo e dovevo assolutamente intervenire nel minor tempo possibile, stavo per lanciare un disco, avevo una data a Malta e altri progetti. Non potevo sparire da un momento all’altro. Ho preferito dire la verità, anche perché altrimenti mi sarei trovata a gestire illazioni e titolacci sui giornali che non avrebbero avuto niente a che vedere con la verità”.

Nel corso della chiacchierata con Francesca, la cantante pugliese ha anche fatto riferimento al rapporto con i suoi genitori: “Mio papà lavorava al Careggi, all’ospedale, e mia mamma per arrotondare lavorava nel magazzino di una sartoria di Gucci. Ho vissuto lì fino all’età di 5 anni e mezzo, poi i miei sono tornati in Salento”. Il papà voleva che cercasse un lavoro più stabile, la mamma invece l’ha iscritta ai casting di Amici. “Mia madre mi ha insegnato a non puntare tutto sull’esteriorità” ha spiegato ancora, concludendo: “La bellezza è un dono, una forma di fortuna. Non ho mai puntato sull’esteriorità, perché penso che sono più interessanti le cose che ho dentro”.

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