
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la vicenda continua a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media. Durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica, il programma di Rete 4 condotto da Nicola Porro, è stato lanciato un appello che ha suscitato notevole interesse e riflessione.
Il caso, risalente al 13 agosto 2007, resta oggetto di nuove indagini, con la posizione di Andrea Sempio ancora al centro delle valutazioni giudiziarie e in attesa di un eventuale rinvio a giudizio.
Ospite in studio, Suor Anna Monia ha pronunciato parole cariche di intensità emotiva, rivolgendosi direttamente a chi ha commesso il delitto. La religiosa ha chiesto una confessione, sottolineando il peso morale e il tormento interiore che, secondo lei, grava sul responsabile.
“Proviamo a dare un po’ di pace a questi genitori che dopo vent’anni ne hanno bisogno”, ha affermato riferendosi alla famiglia Poggi, suscitando una forte reazione nel pubblico e tra i telespettatori.
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) May 18, 2026
In un momento di forte impatto, Suor Anna Monia ha voluto guardare dritto nella telecamera per rivolgere un appello diretto: “Confessa”, ha detto, aggiungendo che nessun tribunale potrà mai condannare più della coscienza stessa dell’assassino.
La religiosa ha evidenziato come, a suo giudizio, il colpevole non abbia mai affrontato pienamente il peso umano e morale del suo gesto. “Nessuna assoluzione potrà mai lenire quell’inquietudine che hai provato e che continuerai a provare”, ha sottolineato durante il suo intervento.
Nel finale, Suor Anna Monia ha lanciato un messaggio che ha sorpreso molti: “Confessa, perché non sarai solo”, indicando il ruolo della società civile nel sostenere chi sbaglia verso una possibile riabilitazione e ricerca della verità.
A distanza di quasi due decenni, il delitto di Garlasco continua a suscitare interrogativi e divisioni nell’opinione pubblica. L’appello pronunciato durante Quarta Repubblica riporta al centro del dibattito la domanda ancora irrisolta: esiste una verità definitiva su quella tragica mattina d’estate?