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Togliete il Var agli arbitri! La proposta contro i troppi errori

Un appello lanciato dalle pagine de Il Fatto Quotidiano, firmato da Lorenzo Vendemiale, al culmine di una giornata di campionato animata da vibranti polemiche. Tutte o quasi concentrate su una sola partita, Fiorentina-Inter, finita sul risultato di 3-3 grazie a un calcio di rigore assegnato in pieno recupero alla squadra toscana e molto contestato da quella milanese. Da qui, sulle pagine della testata italiana, la provocazione: togliere il Var agli arbitri italiani.

La teoria a sostegno della tesi è che l’arbitro Abisso, finito nell’occhio del ciclone al termine della gara, si stato condizionato al momento di assegnare il penalty decisivo da una serie di episodi decisi in precedenza dal Var tutti a favore dell’Inter (ma in quel caso corretti). Finendo così per indicare il dischetto e assegnare il più classico dei “rigori di compensazione”. Il tutto nonostante la tecnologia che mostrava come il difensore nerazzurro D’Ambrosio avesse toccato il pallone con il petto e non con la mano.
“Attenzione – si legge sulle pagine del Fatto – nessuna crociata contro gli arbitri: sono uomini, possono sbagliare come tutti. Il problema è non ammetterlo di fronte all’evidenza. Questo non ha nulla a che vedere col pallone: c’entra con la psicologia, forse con la casta e col potere, sicuramente non con le regole (magari a volte un po’ cervellotiche) o con la tecnologia. Quello di Abisso è l’errore di chi è condizionato e non se l’è sentita di prendere in un ambiente ostile la terza decisione sfavorevole ai padroni di casa, benché fosse quella giusta”.“Soltanto nel calcio lo strumento di controllo sui controllori è lasciato nelle mani degli stessi controllori. Dall’introduzione del Var si discute su chi e come avrebbe dovuto utilizzarlo. Nel rugby, ad esempio, la moviola è utilizzata da ufficiali esterni che dialogano con l’arbitro, rispondono alle sue domande e gli comunicano la decisione corretta. L’assurdo finale di Fiorentina-Inter ripropone la questione: non può essere lo stesso arbitro a consultare la moviola, ci vuole una figura terza, davvero imparziale, magari addirittura con carriere separate”.

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