Si chiama Alessandro Calista, ha 29 anni ed è un agente della Mobile di Padova. È stato lui il poliziotto brutalmente aggredito a Torino durante le violenze esplose nel corso del corteo per Askatasuna. L’agente è stato circondato e colpito da decine di manifestanti con il volto coperto, in un episodio che ha assunto i contorni di un vero e proprio linciaggio.
Aggressione violenta durante il corteo per Askatasuna
Secondo la ricostruzione degli eventi, Calista è stato presa a calci e colpito con martelli. Nel corso dell’assalto, ha perso il casco di protezione, restando così esposto alla furia del gruppo. Solo grazie a una pronta reazione è riuscito a liberarsi e a sottrarsi alla violenza, per poi essere soccorso da un collega. L’agente ha riportato ferite alle costole e al polpaccio.
Reazioni istituzionali e solidarietà
Le massime autorità istituzionali sono intervenute sulla vicenda. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani hanno contattato telefonicamente l’agente per esprimere solidarietà. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha manifestato vicinanza, chiamando il ministro Piantedosi e chiedendo che venga trasmessa a Calista e a tutti gli agenti coinvolti nelle violenze. La comunicazione è stata diffusa dal Quirinale.
La gravità dell’aggressione secondo la Fsp Polizia di Stato
A descrivere la gravità dell’attacco è stato Pasquale Griesi, segretario della Fsp Polizia di Stato, intervenuto a 4 di sera su Rete4. Griesi ha sottolineato come l’agente sia stato colpito non solo con un martello, ma anche con una chiave inglese, caduta durante l’assalto. Ha definito gli aggressori come “terroristi” e ha evidenziato la violenza estrema dell’azione, ribadendo il serio rischio corso da Calista durante l’attacco.