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“Tra i 15 e i 20 minuti lei…”. Chiara Poggi, questo non era ancora venuto fuori. Agghiacciante

La medicina legale e la scienza forense continuano a fornire elementi fondamentali per chiarire i fatti dietro uno dei casi più discussi della cronaca italiana. Nuove analisi scientifiche hanno permesso di approfondire la dinamica e i tempi dell’omicidio di Chiara Poggi, offrendo alla Procura di Pavia una visione più dettagliata sulla sequenza degli eventi e sulla possibile reazione della vittima durante l’aggressione.

Chiara Poggi - Immagine forense

Consulenza forense e impronte sospette

Secondo la consulenza affidata all’antropologa forense Cristina Cattaneo, Chiara Poggi fu colpita con almeno 12 colpi e, nei primi momenti dell’aggressione, era probabilmente “nelle piene capacità di reagire”, manifestando una “difesa passiva”. La durata complessiva dell’aggressione è stimata in un massimo di 20 minuti, un dettaglio cruciale per la ricostruzione dei fatti.

Un elemento chiave riguarda il piede di Andrea Sempio, indagato nell’ambito delle nuove indagini. Le misurazioni antropometriche effettuate da Cattaneo indicano che la taglia del piede di Sempio è compatibile con le calzature di numero 42-43, corrispondenti all’impronta ritrovata all’interno della villetta di Garlasco, già associata in passato all’assassino.

Analisi della dinamica e reazioni della vittima

Il medico legale che effettuò l’autopsia, Marco Ballardini, aveva inizialmente dichiarato che la vittima non aveva avuto il tempo di difendersi, spiegando l’assenza di materiale genetico sotto le unghie. Tuttavia, la consulenza più recente suggerisce una possibile reazione iniziale di Chiara Poggi: nonostante le lesioni, la giovane potrebbe aver mantenuto uno stato di coscienza tale da tentare di allontanarsi o chiedere aiuto.

Nel dettaglio, la consulente scrive: “È molto probabile che Chiara avesse uno stato di coscienza conservato (vigilanza integra); possibilità di reazioni protettive e/o di allontanamento dal pericolo; possibilità di compiere azioni finalizzate (es. chiedere aiuto, spostarsi, mettersi al riparo), pur in presenza di dolore e stress acuto”. La fase successiva dell’aggressione, con colpi più gravi alla testa, avrebbe invece compromesso definitivamente la capacità di reazione della vittima, che è deceduta dopo essere stata colpita all’occipite.

Tempistiche dell’omicidio e implicazioni processuali

La relazione di Cattaneo stima la durata complessiva dell’aggressione tra i 15 e i 20 minuti, un dato che si confronta con i 23 minuti indicati nei processi precedenti contro Alberto Stasi. Questo arco di tempo copre l’intera fase dell’aggressione e le azioni successive di Stasi, comprese la pulizia e lo smaltimento dell’arma. Il nuovo fascicolo d’indagine, che coinvolge Sempio, si basa su una ricostruzione simile per collocare temporalmente l’omicidio.

Ulteriori conferme arrivano dall’analisi dell’orario del decesso, stimato tra le 7 e le 12.30, compatibile con le valutazioni effettuate negli anni precedenti. L’ultimo gesto noto di Chiara Poggi è alle 9:12, momento in cui disattiva l’antifurto di casa: da quel punto in poi non risponde più a chiamate o messaggi, segnando il silenzio finale.

Questi elementi saranno fondamentali nel prosieguo delle indagini e in un eventuale nuovo processo, dove l’accusa potrà basarsi su dati forensi aggiornati per definire con precisione la sequenza temporale e la responsabilità nell’omicidio di Chiara Poggi.

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